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mollo giovare lo studio della natura deiprodotti in cui si mutano passando pelfocolare c pei canali del fumo le sostanzeonde componesi il carbon fossile, per de-durne mezzi atti a correggere molti erroriche corrono nella pratica odierna, deter-minare 1’ elletto utile totale ottenuto e laperdita che si fa.
Sono questi prodotti.
1. ° Del vapore acqueo molto rarefattoinvisibile ed incombustibile ;
2. ° Dell’ acido carbonico invisibile edincombustibile ;
0 ° Dell’ ossido di carbonio invisibile,ma combustibile.
4 ° Del fumo visibile, in parte combu-stibile ed in parte no.
Fra queste sostanze le due prime sonoi prodotti di una combustione perfetta ;le due altre di una imperfetta.
Il primo prodotto, cioè il vapor acqueo,risulta dalla porzione dell’ idrogeno, unadelle materie costituenti il gas del car-bon fossile, combinatasi chimicamente conun equivalente di ossigeno dell’ aria, nel-la proporzione di un volume di idro-geno e mezzo di ossigeno, o in pesodi i a 8.
Il secondo, cioè 1 ’ acido carbonico, èformato di quella parte costituente del jcombustibile cui si è dato il nome di car-bonio, la quale si è combinala con unequivalente di ossigeno, nella proporzio-ne in peso di 16 d’ossigeno per 6 dicarbonio od in volume di i dell’ ultimoper 2 del primo.
Il terzo prodotto, cioè l’ ossido di car-bonio, deriva da una porzione dell’ acidocarbonico formatosi nel focolare che sicarica di un’altra proporzione di carboniopassando sul combustibile in ignizione sullagrata, e viene così trasformato dallo statodi acido carbonico in quello di ossido dicarbonio c di gas incombustibile in gascombustibile. Questo nuovo peso di car-
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lamio è esattamente uguale a quello chegià esisteva nell" acido carbonico, ed esigenecessariamente per la sua combustionela stessa quantità di ossigeno che era sta-ta necessaria per convertire la prima inacido.
Il quarto, cioè il fumo, è formalo delle[porzioni dell’idrogeno e del carbonio chenella distillazione delle materie volatili delcombustibile non hanno potuto essere acontatto con l’ossigeno e combinarvisi, eche per conseguenza non poterono essereconvertite in vapore acqueo ed acido car-bonico. L’idrogeno che passa in tal guisaè trasparente ed invisibile; ma lo stessonon è del carbonio, il quale, separalo dal-l’idrogeno, perde il suo carattere gassosoe riede allo stato suo naturale di corponero polverulento e linamente diviso. Co-me tale diviene risibile e da quella tintanera che si osserva nel fumo.
Williams ritiene che dal non essersiprestata sufficiente attenzione a questi par-ticolari sia venula la troppa importanzache si accorda alla presenza del carbonio,e 1’ errore in cui cadesi di misurare laperdita avuta dalla tinta del colore cheacquista il fumo, senza riguardo ai combu-stibili invisibili che vi sono uniti, vale adire, P idrogeno e l’ossido di carbonio. Ecerto che il fumo più nero non è semprequello che cagiona la maggior perdita, maspesso è anzi 1" opposto, la quantità disostanza combustibile che il fumo contie-ne essendo una misura molto più esatta diquesta perdita che il colore noi sia. One-sto fatto si approssimerà ancor più allaverità se uno dei gas che risultano dallacombinazione dell’ idrogeno col carbonio^sfugge senza essersi decomposto e senzaessere stato bruciato come troppo spessosuole avvenire («).
(o) Veggasi in questo proposito (piantosi è detto, sili calore che possono dare le so-stanze combustibili che sfuggono (lai fornelli