4 12 Litantrace
Per la parola Fumo, intendesi in gene-rali; tulli i prodotti combustibili od in-combustibili ebe sfuggono (lai cammino :ma quando si considera l’argomento scien-tificamente, cercando di applicare un rime-dio pratico a questa incomodità od allaperdita che cagiona bisogna distinguerefra il gas che risulta dalla combustioneperfetta, e quello che viene da una imper-fetta. In fatto senza un linguaggio precisoed un modo esatto di ragionare è impos-sibile formarsi un’idea ben chiara del ma-le e del rimedio.
Williams esaminò adunque questi gasche si vogliono usare a produr del caloresotto i diversi aspetti in cui possono pre-sentarsi a varii gradi di temperatura o diconsumo di aria atmosferica. In primoluogo, egli suppone che somministrisi aquesti gas una sufficiente quantità di ariadirettavi sopra, poiché, dice egli la ope-razione in questo caso è la stessa comenei becchi a gas di illuminazione, doveinvece slanciasi l’idrogeno acceso a con-tatto dell’ aria. In questo caso la metàdell’ ossigeno è assorbito, forma il vapored’ acqua unendosi all’ idrogeno, mentre1’ altra porzione costituisce dell’ acido car-bonico. I due elementi costitutivi del gastrovandosi provveduti di volumi equiva-lenti del corpo atto a produrre la combu-stione, questa succederà in modo perfettoe senza fumo e la quantità di aria impiega-ta sarà dieci volte maggiore del volumedel gas consumato.
Ora suppongasi invece che non diasi senon che la metà od una quantità minoredi aria di quella che occorre a produrrela saturazione. In questo caso l’idrogenoche ha maggiore affinità del carbonio perl’ossigeno, toglie la maggior parte di quello
in questo Supplemento (T. IX, pag. 342 ). esull’ analisi di queste sostanze medesime, al-1 ’ articolo Guisa (T. XI, pag. 207).
Litantrace
che venne somministrato, mentre il carbo-nio, che abbandona così il suo stato diunione con l’idrogeno, più non trovandoI’ ossigeno necessario alla compiuta suacombustione ripassa allo stato solido e dipolvere nera e diviene vero fumo. Laquantità del fumo sarebbe quindi in pro-porzione con la scarsezza di alimentazioned’ aria.
Ma il fumo egualmente che da scarsezzadiaria può provenire da un eccesso, locchèsi comprenderà facilmente quando riflet-tasi che vi hanno due condizioni necessa-rie perchè avvenga 1’ unione chimica con1’ ossigeno, vale a dire oltre ad una quan-tità stabilita di aria anche un certo innal-zamento nella temperatura del gas, certoessendo che il combustibile non si troveràpiù disposto all’ azione chimica se non simantiene ad una conveniente temperatura.Ora se somministrasi al gas dell’ aria scon-sideratamente ed a dismisura, in maggiorquantità cioè che il numero equivalentedegli atomi non possa immediatamentecombinarsi al momento in cui vengonoposti a contatto, dee necessariamente pro-dursi un effetto di raffreddamento anzi chegenerarsi calore. Ih risoltamente adunquesarebbe che quantunque la proporzioned’ aria occorrente non mancasse, tuttavia1’ unione con 1’ ossigeno non potrebbeaccadere, per non essere la temperaturaabbastanza elevata, e che quindi si forme-rebbe del fumo.
Yedesi in questa guisa quale impor-tante influenza eserciti sulla unione deivarii principii o sulla combustione, in unaparola, sul fumo, il modo come 1’ ariaviene introdotta, ed indagando il mezzodi somministrarla scopresi la vera cagionedella combustione perfetta od imperfettanei fornelli, a quel modo stesso comevediamo accadere nelle lampane. Questacircostanza del modo come f aria si in-troduce sui gas, esige adunque particolare