Litantrace
L'ii allro punto clic merita parimenteuna speciale attenzione, ma che pure tra-scurasi nella pratica, consiste nell’ esservinel carbou fossile ilue parti, o, a dir meglio,due sostanze distinte, sulle quali devesiagire e clic esigono disposizioni ugualmen-te distinte relativamente all’ammissione edall’uso dell’aria atmosferica, iole a dire lasostanza gassosa generatasi nel tornello, ela materia carboniosa, cioè il carbone ri-masto dopo che i gas ne vennero separati ;I’ una che viene portata via dalla corrente!con prontezza ugnale a quella con cui siproduce; l’altra che rimane sulle spranghe«Iella grata. La conseguenza si è che que-ste due sostanze presentando caratteri bendistinti occorrono necessariamente dueprovviste di aria elementare talmente di-stribuite che 1’ una mai non intervengain luogo dell’altra.
La perfezione od imperfezione dell’usodel combustibile dipende adunque dal mo-do come viene 1’ aria introdotta e dallaquantità di essa ed il Williams crede al-tresì che sieno indipendenti dalle altrecondizioni di grandezza delle aree, dellesuperficie e simili. Conviene quindi as-sicurarsi primieramente della quantità digas combustibile che può generarsi e ve-nir consumata, quindi calcolare la quan-tità di aria che sarà necessaria per lasua combustione, somministrando tuttaviaquesta aria in maniera da aiutare 1’ azionemeccanica della diffusione e soddisfare inpari tempo alle condizioni chimiche dellacombustione. Bisogna inoltre aver curache 1’ aria venga posta in contatto coi gasprima che questi sieno raffreddati al dissot-to della temperatura cui 1’ azione chimicaha luogo ; e che si introduca soltanto inquei punti dove può incontrare il gas dabruciarsi nelle circostanze più favorevoliche sia possibile e dove abbiavi spazio suf-ficiente per la espansione che ne consegue.Soltanto dopo determinato tulio ciò si po-
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Iranno regolare, dice il M illiums, le dimen-sioni più convenienti dei vasi, delle capacitàdei focolari ed altri apparali nei quali deb-ba operarsi la combustione e la evapora-zione, poiché queste dimensioni sarannoesatte o diléltose, secondo che contribui-ranno o no alla compiuta realizzazione diquesti fenomeni.
Quanto ai pretesi inconvenienti recalida una grande introduzione di aria nei fo-colari i quali assiemasi esistere con tutti imezzi di bruciale il fumo, questi consisto-no : i.° nel diminuire la generazione delcalore ; 2 .° nel raffreddare le superficieriscaldato ; 3 0 nel diminuire la corrente <•l’aspirazione prodotta nella grata; 4 ° nel-1’ abbassare la temperatura nel cammino ;5.” nel far decréscere l’intensità del calorenel focolare; fi.° finalmente, nel diminuirela forza vaporizzatrice nella caldaia. Wil-liams però osserva essere queste obbiezioniinfondate e potersi all’ opposto introdurrevolumi di aria tanto grandi quanto quelliindicatisi finora pei fornelli fumivori, conla sola avvertenza di impiegare un metodoparticolare [ter questa introduzione. E cer-to, dice egli, che tutti questi inconvenientiavverranno se si fa passare questa aria pu-la grata e pel combustibile in ignizione,come si è fatto finora ; ma se si limila laquantità di aria che entra nel ceneraio aquella necessaria perchè serva all’ uffiziosuo, e conducasi in altre direzioni 1’ ariaugualmente necessaria per produrre lacombustione dei gas, allora ogni porzionedi materia combustibile sarà provvedutadelle quantità di ossigeno die le si con-vengono, ed il calore sviluppalo sarà tantomaggiore quanto più grande ed uniformesarà l’assorbimento dell’ossigeno. Si vedeadunque che dopo la quantità di aria in-trodotta deesi far attenzione al modo diintrodurla, sicché il tempo del contatto siaprolungato abbastanza, e non avvenga quel-lo che ha luogo quasi sempre negli attuali