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fornelli, che, per mancanza di questo tem-po, sfuggono i gas tosto che si sono formati.Se questa condizione non viene soddisfattaproducesi raffreddamento anziché calore,imperocché quell’ aria che non è impie-gata a produrre calore produce all’ oppo-sto del freddo assorbendone. Non vi èstato neutro, e qualunque atomo d’aria in-trodotto che non sia utile e necessario di-viene nocivo.
Le fig. 7 e 8 della Tavola XXX 1 Ydelle Arti chimiche rappresentano il mo-do come Williams cercò di realizzaretutte queste idee e di accordarle coi suoiprincipii. La fig. 7 rappresenta una cal-daia cilindrica cui è unito il suo for-nello, quale è in attività da tre annicon pieno successo. Il suo focolare, comesi vede, non presenta differenza alcuna daquello di una caldaia stabilita nei solitimodi ; tutte le nuove disposizioni sonoposte dietro al ponte o rialzo dove esisteuno spazio detto camera ad aria. Le frec-ce rappresentano la direzione della cor-rente d’ aria attraverso dei tubi verticalichiusi alla cima e pertugiati con minutiforchini all’ intorno. La fig. 8 mostra unasezione verticale della stessa caldaia e delsuo fornello presa sulla linea ab dellafig. 7, cioè sulla metà della camera ad ariaA, dove si vede ugualmente la disposizio-ne dei tubi pertugiati che sono intera-mente aperti alla loro parte inferiore perammettere 1 ’ aria liberamente. Questi tubisono inseriti e adattati diligentemente inuna piastra di ferro coperta di uno stratodi argilla refrattaria che forma il soffittodella camera A, nella quale entra l’ariaper un’ apertura laterale B, fatta nella pa-rete del fornello. In queste figure i tubipertugiati sono immersi nella fiamma, masi possono anche collocare più bassi. Ilmodo rappresentato in queste figure ven-ne trovato efficacissimo per bruciare i gJsdella combustione, benché non sia clic una
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delle molte disposizioni fondate sullo stes-so principio che possono darsi all’apparatoper adattarlo alle caldaie di vari modelli.
Nella maggior parte dei fornelli fatti sta-bilire da Williams dietro il suo piano, feceegli uno o più fori nel muro per potervedere 1’ andamento della combustione.Quando la camera ad aria era chiusa eper conseguenza non lavorava più, nelfocolare tutto compariva oscuro e di unatinta rossa oscura, con un’ atmosfera difumo che nulla lasciava distinguere. Al-l’istante in cui si ristabiliva la corrented’ aria mjlla camera, il fumo tosto sva-niva come nebbia dissipata dal Vento, etutto presentava all’ interno una luce bril-lante. La massa del gas combustibile chesi accende così tutto ad un tratto produ-ce tosto una fiamma senza fumo e digrande splendore. Direbbesi che ogni forodei tubi ad aria fa 1’ uffizio di un becco agas, tanto è grande il chiarore sparso intutto 1’ interno del fornello.
Questo metodo del Williams per bru-ciare il fumo dei focolari delle macchine avapore, venne poscia introdotto a Liver -pool e Manchester , città industriose e com-mercianti, dove gli inconvenienti del fumosono, come è noto, intollerabili. Ivi unacommissione municipale venne a verificaretutti gli effetti prodotti da un fornello diesperienza stabilito da Williams, dove l’ariaè ammessa nella fiamma da più che 1200forellini fatti nei tubi che stanno al disso-pra della camera ad aria. Gli esperimen-ti furono decisivi, molti ingegneri che sitrovarono presenti approvarono intera-mente questa invenzione, e quasi tutte lecittà manifatlrici dell’ Inghilterra risolvet-tero di inviare deputati a Manchester peristudiare questo nuovo mezzo di bruciareil fumo e verificarne i buoni effetti.
Per misurare la temperatura nei canalidel filmo, si serviva il William di un ter-mometro a mercurio comune, la cui scala