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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Litantrace

giugueva fino a 3ao° C, inserito in unaspranga «li ferro, una cima della quale intro-ducevasi nei canali del fumo. Ilouldswortlinon trovò però affatto soddisfacente il me-todo in quanto a che si aveva in quel modoil calore relativo e non quello attuale. Poseegli invece nel canale del fumo un filo dirame lungo circa sei metri, teso convenien-temente ed attaccato da un capo al bracciodi un’ indice lungo 60 centimetri. Le di-latazioni e contrazioni di questo filo indi-cavano le variazioni di calore nel canale, ediedero una prova dell’esattezza delle opi-nioni di Williams, essendosi costantementeveduto che l’introduzione dell’ aria nellafiamma produceva un aumento di calore.In due di tali esperienze, essendo il fuoconello stato medesimo, e la temperatura nelcanale del fumo indicata dal pirometrodi 4 oo° C, si caricò il focolare con i5ochilogrammi di carbon fossile. Nell’ unai condotti il’ aria si lasciarono aperti ;nell’ altra tenevansi chiusi. Tutte due leesperienze durarono cento minuti. In quel-la in cui si erano tenuti aperti i con-dotti dell’ aria, la temperatura media deicanali del fumo innalzossi a 6 oo.° C; inquella in cui restarono chiusi quei condottila temperatura media rimase al dissoltodi 4&5.° Durante tutto il tempo della pri-ma non si ebbe il menomo fumo; in quasitutto quello della seconda il canale eraoscurato da un fumo denso ed abbon-dante.

Giunse appena il Williams a conosce-re il semplice ed ingegnoso pirometro diIlouldswortli che tosto pensò poter trarreprofitto dai vantaggi che presenta per pa-ragonare il diverso valore dei combustibili,ed i varii modi secondo i quali producesila loro combustione nei fornelli. Quan-tunque convinto però del merito di quelpirometro di filo metallico e della sua su-periorità sulla spranga conduttrice a ter-mometro, Williams dice che nelle molteSappi. Dii. Tecn. T. XV ///.

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sperienze da lui fatte in proposito gli erastato impossibile fare a meno affatto dellaseconda, poiché, quantunque fosse certa-mente inferiore quanto alla prontezza edesattezza con cui vengono indicati i can-giamenti momentanei di temperatura neicanali del fumo, presentava tuttavia gran-di vantaggi come indicatore permanentedel massimo e minimo grado di questetemperature, osservazioni che pongonol’ingegnere nel caso di dedurne pronta-mente conseguenze importanti sullo stalodei canali, sull’ azione generale del fornel-lo e specialmente sulla facoltà generatricedel combustibile pel calore, e sul modo diprodurre la combustione.

Anche indipendentemente però dal me-rito pratico del pirometro a filo, Williamsriguardò come interessantissima 1 ’ appli-cazione di esso al momento in cui cercasicon tanto impegno di sopprimere il fumo,poiché può servire a confrontare fra loroi tanti diversi apparati che si presentaronoa tale scopo. Allorché volse a principio asiffatte ricerche i suoi studii non avevatrovato miglior mezzo per paragonare fraloro le vàrie maniere propostesi per bru-ciare il /limo od economizzare il combu-stibile che di valersi dell’ evaporazione ilel-l’acquà ; ma aveva in allora provato gran-de perplessità per la incertezza e la totalemancanza di sistema che vi aveva anchenelle persone più istruite in tale argo-mento. Non erasi ancora addotta verunaragione soddisfacente e scientifica per darela preferenza ad un fornello sull’ altro, oad una forma di caldaia piuttosto che adun’ altra. Quanto ai risultamenli praticierasi ancora, dice Williams, pienamenteall’ oscuro, ed in una incertezza spiace-volissima. L’ applicazione di una data for-ma di fornello, la quale era sembrata riu-scire con una data specie di caldaia, man-cava affatto di effetto volendo adottarlalad un’altra ; ogni ingegnere aveva un ino-53