Litantrace
la caldaia contieue dell’acqua ed è nettanella parte esposta al fuoco, sapendosibenissimo che si stabilisce con maraviglio-sa rapidità un equilibrio comparativo ditemperatura fra tutti i fluidi ove il mo-vimento e la comunicazione non trovinoostacoli 5 e nel caso dei canali del fumod’una caldaia a vapore il movimento delleparticelle riscaldate, del pari che 1 ’ assor-bimento del calore, è troppo rapido perpoter determinare se v’ abbia in un puntoparticolare un’ intensità di calore nociva,quaudo le pareti sono nette e siavi nel-l’interno una circolazione di acqua conve-niente. Del resto la ispezione oculare dellacombustione del carbon fossile nei fornellidelle caldaie non può a meno di convin-cere anche i più settici dall’ esservi unatemperatura assai più uniforme nel foco-lare e nei canali del fumo quando si fauso del metodo di Williams, che col solitometodo.
Per accrescere la conducibilità del ca-lore alle pareti della caldaia, e scemare conciò alquanto la perdita di calore che haluogo pel camino, lo stesso Williams sug-gerì di adattare nelle pareti stesse alcu-ne cavicchie che immergonsi nei canalidel fumo, ottenendo con ciò una vapo-rizzazione molto maggiore in un datotempo e per una datti quantità di combu-stibile, I’ estensione della superficie dellacaldaia esposta al fuoco ed all’ acqua ri-manendo del resto perfettamente la stessa.Di questa modificazione parleremo all’ ar-ticolo RlSCAUlAMENTO.
Senza volere scemare per nulla il meritodell’ invenzione del Williams, è però danotarsi che la teoria della combustione deigas nei fornelli era più avanzata che eglinoi supponesse, massime in Francia , ove èa citarsi fra gli altri il fornello fumivorodi Lefroy stabilito fino dal i853 alla Garepresso Parigi e da noi descritto all’artico-lo Fornem.o, in cui tre getti d’aria ven-
Suppi. dì,. Tecn. t. xrnr,
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gono ad incrociarsi nell’ apertura che dàpassaggio alla fiamma, dove la tempe-ratura del focolare è maggiormente eleva-ta. Sono pure a citarsi le modificazioni daqualche tempo introdottesi nei fornelli ariverbero, dose in un canale fatto nellagrossezza dell’area si fanno giugnerc gettid’aria che bruciano al loro passaggio i gascombustibili sfuggiti dal focolare. Tuttaviala disposizione adottala da Williams perdistribuire uniformemente in getti minutil’aria nei gas, ci sembra ingegnosa ed atta aprodurre efletli molto più soddisfacenti chequelli di tutti gli altri apparecchi ad inie-zione d’ aria inventati dapprima. In verolo stalo di grande divisione, in cui 1 ’ ariaviene a contatto della fiamma e dei gasinfiammabili produce due rilevanti van-taggi : il primo, che i punti di contattosono più numerosi, il secondo che il fred-do portato da quest’aria trovandosi scom-partito in tutta la massa, non abbassa dipoco la temperatura, mentre invece i grossigetti d’aria togliendo il calore ad una pic-cola parte della massa soltanto, ed a quellaappunto con la quale avevano a combi-narsi, opponevano spesso per ciò solo unostacolo all’ effetto cui miravano. Nou viha dubbio tuttavia che i risultamenti mi-gliori ancora si avrebbero facendo chel’aria si riscaldasse, a spese dei calore-perduto nel camino, passando in tubichiusi attraverso al focolare od altrimentiprima di entrare al di là del focolare nelfornello, sia in grossi getti come nei meto-di di Letroy e di altri, sia in getti nume-rosi e minuti, come nella modificazionedel AV illinms.
Fairbairn, uno dei più distinti ingegneridell’ Inghilterra, era stato incaricato dallaAssociazione britannica di farle una rela-zione sullo stato in cui trovasi la quistionedella combustione del carbon fossile e deimezzi di bruciare il fumo. Questo inge-gnere riunì tutti i documenti che potè