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i 1 ; altezza del camino 35 "',G 5 ; carbonfossile consumato all’ ora per ogni cavallo4 cI “ l , 72. Si vede di quanta importanza sialo stabilire una relazione conveniente frala superfìcie della grata e quella di riscal-damen to.
Fairbairn osservò parimenti che unamacchina a vapore di una barca, dove lasuperficie della grata era a quella di riscal-damento nella proporzione di i a 14,84,eccettuata la superficie del fondo dei ca-nali del fumo, e che aveva 12'",20 dilunghezza dal focolare all’ ingresso nelcamino, generava grande quantità di va-pore senza bisogno di spignere il fuoco.
Colse egli questa occasione per assog-gettare alla società un quadro in cui figu-rano sei specie diverse di caldaie con larelazione fra la loro superficie della gratae quella di riscaldamento e le loro dimen-sioni cubiche. Ne risulta che in quelle con-dizioni la migliore di queste caldaie fuquella cilindrica con canali tubulari inter-ni ; poscia seguiva la caldaia cilindrica conun solo canale interno; poi la caldaia dettaa tomba senza canale interno, quindi lacaldaia cilindrica pure senza canale, e final-mente la vecchia caldaia a cilindro dirittoo verticale.
Dopo avere stabilito in tal guisa la re-,lazione conveniente fra la superficie dellagrata e quella di riscaldamento, e fattoconoscere la forma di caldaia trovatasi con1’ esperienza più favorevole all’ utile im-piego del combustibile, l’autore si occupadel terzo punto della quistione, vale a di-re, delle dimensioni e dell’altezza del ca-mino e delle loro relazioni con la caldaia ecol fornello. A suo dire non vi ha regolaalcuna bene esatta per istabilire le dimen-sioni dei camini delle macchine a vapore.Nel distretto di Manchester vi è l’uso dicollocare il camino in un luogo elevato aqualche distanza dal fornello, il che esigecondotti pel fumo sotterranei lunghi tal-
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volta 120 o più metri. Questo uso recagrande pregiudizio nell’ impiego economicodel combustibile principalmente a cagionedell’ umidità che regna costantemente inquesti condotti sotterranei, la quale scemain modo considerabile la corrente ; edinoltre per condurvi il fumo è duoporicorrere a tubi verticali in cui se lo fadiscendere, cosa affatto contraria ai prin-cipii della pirotecnia, i quali in fatto c’ in-segnano che ogni qualvolta si possa i cami-ni hanno ad essere collocati vicinissimi allecaldaie, e che si hanno ad evitare quantoè possibile i canali verticali discendenti edanche quelli orizzontali.
Quanto all’altezza dei camini Fairbairncrede che non si abbia mai a temere difarli troppo alti, poiché la forza della cor-rente essendo proporzionata alla altezzadella colonna d’ aria rarefatta, si ha intutti i casi la possibilità di dare al foco-lare quel volume di aria onde sembra ave-re bisogno. Alcuni costruttori stimaronoche il tubo interno del camino si avessead allargare verso l’alto, ad oggetto di darepiù libero passaggio all’ aria rarefatta ; maquesta forma presenta difficoltà di costru-zione senza vantaggio reale. Generalmentei camini a motivo della loro grande altez-za'hanno dimensioni molto considerevolialla base e queste vanno diminuendo tantoall’ esterno che nell’ interno, a misura chesi va avvicinandosi alla sommità. Fairbairnstima questa forma svantoggiosa del pariin {pianto che ritarda la corrente, e credeavere osservato che il condotto internoa pareti paralelle e ben liscie sia il piùvantaggioso per ogni riguardo (a).
(ut 11 fiire 1’ interno dei ramini |iiù lar-“O alla parie snpetiore era $eti7a «Itihl'io .'ba-glio assai grossolano, imperciocché l’aria èpiù calda alla base e si va raffreddando rnanoa mano che sale, quindi il suo volume di-minuisce, sicché venivasi a fare in lai guisail condono più grande là dose occorrevaminore. Per questa ragione sembrerebbe più