Litantrace
eireostfinze, indipendenti dalla regolaritàdella combustione, grandemente modifica-no la produzione del vapore.
Chauter annunziò aver egli inventatoun modo per bruciare il fumo nei piccolifocolari ; ma non avere ancora potuto de-terminare la economia che questo produr-rebbe nei grandi fornelli delle caldaie avapore. In quelli dei fabbricatori di sapo-ne, disse, che questa giugneva ad un 20,un 5 o, un 40, ed anche un 5 o per cy'o.Ad ogni modo non fece conoscere in checonsistesse il di lui metodo.
II. Ilouldsworth, disse essersi convintopotersi bruciare se non la totalità almenoi 3/4 del fumo che sfugge oggidì dai ca-mini; che molti inventori, e particolarmen-te Juckes, trovarono disposizioni meccani-che molto utili a questo effetto, ma checonsidera quella di Williams come migliore,perchè la più semplice.
Greenway fece conoscere aver egli inattività due caldaie e due fornelli nei qualiadottò un nuovo metodo per evitare il fu-mo. I fornelli sono muniti di registri di-sposti per guisa da potersi interromperea volontà la comunicazione dei focolari diessi coi loro canali del fumo, potendosiinvece con un condotto intermedio apri-re una comunicazione fra i due focolari.Quando gettasi nuovo combustibile sul-1’ uno di essi chiudesi il suo registro cheva ai canali del fumo e si apre il con-dotto intermedio, per guisa che il fumo ècostretto discendere attraverso le spranghedella grata, poi di risalire attraversandoil combustibile acceso dell’ altro focolare.Alternando questa manovra a misura chegettasi nuovo combustibile sull’ uno osull’ altro dei focolari, previensi intera-mente la produzione del fumo.
Taylor desiderò far qualche parola in-torno a quanto disse Fairbairn che neldistretto di Manchester il medio consumodi carhon fossile era di 4' 1 ” 1 ',/ 2 all’ora per
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ogni forza di cavallo, mentre invece in Cor-novaglia era di i cllll ,2o soltanto. Quan-tunque ivi non siasi adottata alcuna diqueste ingegnose invenzioni, onde si è par-lato per bruciare il fumo, pure è certoche nella maggior parte dei distretti indu-striali di quel paese, e fra gli altri nella pa-rocchia di Guennap, dove sono 28 cami-ni, r 8 dei quali di proprietà di Taylor,non si scorge la menoma particella di fu-mo ; ma ivi le caldaie hanno tutto lo spazionecessario, e quelli che attendono al fuocoprestano assai maggior attenzione al lorolavoro. Quanto al convertire primieramen-te il carbon fossile in coke nel focolarestesso non vi è nessuno alcun po’diligentefra quelli che attendono al fuoco che nonabbia studiato di farlo da ben 20 anni.Pesasi loro regolarmente il carbon fossileed esaminasi il lavoro delle macchine tut-te le settimane ed in alcune officine anchetutti i giorni. Questo mezzo eccitò l’emu-lazione fra quelli che diriggono il fuoco diqueste macchine, e tosto che scema il la-voro impiegano tutti i mezzi possibili periscoprirne la causa. In generale mantengo-no un fuoco chiaro, brillante e riduconoin coke il carbon fossile sul dinanzi delfocolare. Quando si dà uno spazio suffi-ciente alle caldaie e si regola comenien-temente il fuoco non è necessario ricorrerea tutti i mezzi propostisi per consumareil fumo, e se gli abitanti di Manchester etutti quelli degli altri paesi applicasseroquei principii che seguesi in Cornovaglia non vi è dubbio che non giugnessero aconsumare il loro fumo con risparmio dicombustibile.
Malgrado questa disapprovazione cheun pratico dichiara contro i mezzi di bru-ciare il fumo,alcuni ingegneri continuaronoa far conoscere le disposizioni immaginateper questo oggetto.
F. Juckes espose il primo il modellod’una invenzione di tal fatta, dando intor-