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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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'JÓo LITANTRACE

ilo a<l essa alcune spiegazioni. Le spranghe«Iella sua grata sono forniate «li cateneeterne che passano sopra rotoli e cambia-no all’ innanzi con una velocità di 2 5 mil-limetri al minuto. Adopera il carbon fos-sile in piccoli pezzi, ma non in polvere chesi accumula sulle spranghe al di fuori dellaporta del fornello, la quale scorre in isea-nalature scendendo verticalmente. Questaporta è aperta solo un piccolo tratto perlasciar passare il combustibile che spargesiuniformemente sulle spranghe della grataa misura che vi passano sotto ; l’aria pene-tra costantemente fra queste spranghe ejiassa direttamente attraverso del combu-stibile acceso-, il che produce una combu-stione perfetta. Avanzandosi lentamentequeste spranghe traggono i resti della com-bustione verso il ceneraio posto in capoalla grata. Si impedisce che le scorie e lacarbonigia ingorghiuo le spranghe pas-sandovi sotto un riavolo per farle cadere ;finalmente la grata non può bruciarsi per-chè il punto di essa esposto alla più altatemperatura muta continuamente di luogopel movimento della grata. Le sprangheo catene, insieme coi loro rotoli ed ingra-naggi motori, sono fissati in una intelaia-tura che può farsi uscire interamente porriparare le parli danneggiate o per qual-siasi altro motivo. Juckes, dice, che unacaldaia riscaldata in tal guisa da due mesiin una macchina da segare, dava buonirisultamenti, non avendo mai lasciato ap-parire il fumo ed il consumo del carbonefossile essendosi ridotto soltanto a 6 quin-tali metrici al giorno, mentre, col vecchiosistema se ne usavano io quintali oltre adaltri i o di legna e di segatura.

J. Smith notò che era il più delle vol-te impossibile di fare che i gas si unisseroperfettamente con 1’aria atmosferica e perconseguenza si bruciassero in totalità amotivo della glande rapidità con cui <|ue-sti gas sfuggono dal focolare, dove succede

Litantrace

la combustione. Egli credette che faconde)giugnere queste sostanze gassose diretta-mente nei canali del fumo in linee «piasidiritte, i gas e 1’ aria passando in filetti di-stinti non abbiano tempo sufficiente permescersi. Fondandosi su queste ed altreconsiderazioni, disse, avere costruito unfornello sui principi! seguenti. Pose al dilà del ponte o rialzo del suo focolare edall’ interno stesso del fornello una capa-cità interamente circondata dall’ acqua.Non lascia «juesta che un angusto spaziofra le sue pareti e quelle della caldaia, etiene al di sopra una cupola «li forma elit-tica, la quale, al pari che tutti i canali in-terni, lascia al «li sopra sufficiente grossez-za per 1’ ac«[ua e pel vapore. Il caminoapresi dallo ste so lato del fornello e quan-to più basso è possibile. I gas caldi eP aria superano il ponte gradatamente edivi, per effetto del vano e delle dimensioniche loro presenta questa capacità, perdo-no la loro velocità iniziale. Quando ven-gono spinti verso la parete opposta di«juesta capacità la corrente è diretta al-P ingiù, e la corrente che retrocede conla sua velocità ritardata va al cammino perdi sotto dello strato di gas e di aria cheparte dal focolare e supera il ponte. Intal guisa vi è adunque uno spazio di tempobastante perchè si operi la combustioneed i gas s’infiammino prima di slanciar-si nel camino. Dalla circostanza dell’ es-sere la capacità tutta nell’ interno dellacaldaia ne segue che si utilizza tutto quasiil calore che vi si sviluppa. Come si vedequesto metodo si fonda sull’ esistenza dicorrenti che camminano simultaneamentein direzioni opposte, ed è principalmenteapplicabile alle macchine a vapore per lanavigazione, ai fornelli a riverbero e si-mili. Venne posto in esecuzione in unafabbrica di Liverpool sopra una macchinadi i o cavalli che agisce sotto una pressio-ne «li 3' 1 " 1 ,6o al centimetro quadrato.