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temperatura, ma aumentando lo spazioper diminuita pressione atmosferica.
Ecco perchè a fine di espellere questoinsidioso nemico si raccomanda l’immediataebollizione del mercurio nel tubo stessobarometrico ; ma per effettuare compiuta-mente questa ebollizione si richiede unacerta pratica, senza la quale si spezza iltubo, o non si riesce ad espellerne oltrel’aria tutta l’umidità (V. Barometro). Ri-mane adunque nel possessore di un baro-metro sempre l’incertezza su questo puutoessenziale,incertezza che,se non in tutto,ingran parte almeno può essere eliminata,presentandosi per esempio un ferro moltocaldo vicino alla camera vuota del baro-metro che tutta la potesse riscaldare, edosservando se invece d’ abbassarsi la co-lonna del mercurio, piuttosto s’innalzi diqualche frazione di linea ; perchè la ten-sione dei vapori mercuriali, anche allatemperatura dell’ acqua bollente, si consi-dera come nulla ; oppure facendo osserva-zioni di confronto con altro strumento giàprovato, ma a diverse temperature fra loromolto distanti ; perchè, per esempio, aduna media temperatura potranno trovarsidue barometri perfettamente d’ accordo,ma aumentandosi la temperatura, standoeguale la pressione atmosferica, l’uno po-Irà discendere, e salire il secondo. Eccoperchè non basta il rettificare un barome-tro con un altro reputato perfettissimocol quale potrebbe anche trovarsi d’ ac-cordo ad una data temperatura.
Quel barometro in somma che con1’ aumento della temperatura si mantienerelativamente più alto di un altro, saràsempre da considerarsi pel migliore, stan-do tutte le altre cose pari ; poiché, suppo-sta ben fatta e ben collocata la scala, nè]’ effetto di capillarità, corretto che sia una\ olla, purché il tubo ecceda le tre linee didiametro interno, nè la qualità’del fustose di metallo o di legno, nè quella delSappi. Dii. Tccn. T. XIX.
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mercurio più o meno purificato, uè quelladel vetro o del cristallo, potranno mai fartanto variare 1’ altezza della colonna, fattao non fatta la correzione della dilatazionetermometrica del mercurio, quanto 1’ ariao 1’ umidità latente nel tubo ; umidità cheoltre quella naturalmente aderente ai tubi,come già si disse, vi si può insinuare risul-tando dalla combustione nell’ atto che sichiudono ermeticamente alla lucerna ; pernon dire di quell’altra umidità che vi puòrimanere quando si lavano per ripulirlidalla polvere od altro: peggio poi se inve-ce di acqua si fosse adoperato alcoole,come per altre buone ragioni si pratica, enon fosse questo del tutto evaporato pri-ma dell’ introduzione del mercurio. 11Bellani insiste su questa causa d’ errore,la meno fàcile a conoscersi ed a correg-gersi, ed al tempo stesso la più dannosae la più frequente ad incontrarsi in baro-metri costruiti del resto con ogni diligen-za, e perciò riputati ottimi, i quali, ancheessendo pur tali, possono inoltre divenirecattivi, guastandosi, specialmente in viag-gio, e venendo malamente „ accomodati.L’adesione del mercurio ai tubi ben bol-liti si manifesta tanto più, quanto menosono larghi ; adesione già riscontrata daPoisson e Dulong come proveniente dal-1’ ossido del mercurio. Bohnenberger colsuo barometro normale ha trovato chela depressione è in generale meno con-siderevole nel vuoto barometrico che al-1’ aria libera, e che i barometri a sifonedanno indicazioni troppo elevate, e tantopiù quanto più il tubo è stretto ; chei barometri a tubo di 5 linee di diametronon hanno più bisogno d’ essere scossiper indicare il vero stato barometrico ; eche una scossa un poco forte facilmenteriduce la colonna barometrica troppo alla,quando i tubi sono di minor calibro. Co-se consimili aveva fatto notare anche ilBellani, ed aveva aggiunto che 1’ ossido6