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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Locazione

ìu caso diverso, se il fittaiuolo avrà impie-gato nella sua azienda uu capitale sufficien-te, il proprietario che avrà^voluto au-mentare il prezzo del suo fitto, non po-trà essere pagato, senza rovinare intera-mente il fittaiuolo ; le terre saranno malcoltivate, e dovranno deperire; il poderecadrà in discredito, e nella seguente loca-zione converrà diminuire il fitto in pro-porzione delle spese, che il nuovo filtaiuo-

10 sarà costretto d’incontrare, per rimet-terle in buono stato.

Evidente quindi si rende, che una buo-na coltivazione è il punto di cui soprat-tutto conviene occuparsi, quando si locaun podere, poiché l’interesse del locatoreè in tal riguardo simile a quello del loca-tario, e ne risulta poi nel tempo stesso pelpubblico una massa più grande di prodot-ti. Questo è adunque lo scopo, al qualetender debbono i contratti delle loca-zioni ; ma per conseguirlo, considerareattentamente conviene tutto ciò, che lanatura delle cose, ed il diritto di ciascunadelle parti esiger possono in essi.

La ragione insegna che i prodotti dellaterra debbono pagare tutto ciò che fu ne-cessario per ottenerli, sia col mezzo dellacoltivazione, se si tratti di frutti industriali,sia col mezzo delle spese di guardia e diconservazione, se si tratta di (rutti natura-li. Tre cose ci vogliono per far nascere oper conservare i prodotti : il fondo diterra, un capitale, e V industria. Se ilproprietario non ritraesse dal suo podere

11 profitto del denaro, eh’ egli od i suoiantenati sborsarono per l’acquisto o peldissodamento, non potrebbe risolversi acoltivarlo, nè trovare da affittarlo ; seegli od un fittaiuolo non ne ritraesserocoltivandolo 1’ interesse del capitale chebisogna impiegare nella sua coltivazione,in generi od in denaro, nessuno dei duesi determinerebbe ad una tale coltiva-zione ; e senza il lavóro e l’industria il

Sappi. Dii. Tecn. T. XIX.

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capitale sarebbe anticipalo in pura perdi-ta, ed il podere finirebbe col diventare dellutto sterile.

Questo podere consiste non solo nelsuolo, ma nelle piantagioni eziandio chevi furono fatte, nei fabbricali e chiusureche vi si trovano, e che servono a preser-vare le proprietà, ed alloggiare il capodell’ azienda, i suoi domestici, i suoi be-stiami, a mettere al coperto gli strumen-ti aratori , ed a chiudere le raccolte.Unire comiene al valore di tutte questecose 1’ imposta, che 1’ immobile deve ognianno al tesoro pubblico, per la protezioneaccordata alla proprietà dal governo. Laparte dei prodotti, che appartiene a questaprima causa della produzione, si chiamala rendita della terra, tanto se la coltiva-zione si fa dal proprietario stesso, quantose eseguita venga dal fittaiuolo, ed inquest’ ultimo caSo il fitto è quello chechiamasi la rendita.

Il capitale è composto dai bestiami, da-gli strumenti aratori, dagli utensili rurali,dalle derrate, foraggi ed altre provvigioninecessarie pel consumo, dalle sementi edal salario dei domestici e giornalieri, inaspettazione della prima raccolta. La partedei prodotti, che appartiene a questa se-conda causa che concorre alla produzione,rappresenta l’annuo interesse di tutte que-ste anticipazioni.

Relativamente all’ industria, la parte chetocca anche a questa nei prodotti, pagardee prima il prezzo del tempo e del lavo-ro impiegato ogni anno dal fittaiuolo nelgoverno del podere, il benefizio quindi,che naturalmente trovar dee in quest’ a-zienda, quando la disimpegna con le de-bite cure ed intelligenze, per poter man-tenere la sua famiglia, e risparmiarsi unaiuto per la vecchiezza.

Difficile senza dubbio sarebbe lo stabi-lire con un calcolo proporzionale la giu-sta determinazione di queste tre parti nel8