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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Co Locazione

viaggi e carreggi ; le costruzioni o gran-di riparazioni di fossi, di piantagioni, dichiusura, ed altri lavori, che dovrà ese-guire il fittaiuolo.

Aggiugneremo qui soltanto alcune os-servazioni sul proposito di questi impegniparticolari, perchè spesso possono ostarealla buona coltivazione.

Evitare conviene, in generale, che illinaiuolo si privi de’ suoi grani per sup-plire al fitto, affinchè approfittare possadel tempo e delle circostanze favorevoliper venderli, perchè diversamente andreb-be non di rado ad incontrare gravi per-dite col far venire molto grano ; nem-meno obbligarlo a costruzioni, a grandiristami, a piantagioni significanti, a chiu-sure, perchè tutte queste cose poco sonocombinabili con gli altri suoi lavori edabitudini, e gli consumerebbero del tempoe del denaro prezioso per la sua azienda ;nemmeno imporgli finalmente altri viaggie carreggi, che quelli necessarii al tra-sporto dei materiali, quando converrà, cheil proprietario faccia riparare i fabbricatidel podere, ed anche questi viaggi dicarreggio limitarsi dovranno a distanzeragionevoli, e a tempi dell’ anno, in cuicombinare si possano con i lavori urgentidella terra. Sarà sempre meglio, che ilproprietario medesimo faccia costruire,riparare, chiudere, piantare ; lo farà sem-pre meglio che un fittaiuolo che lavoraper altri ; ciò servirà d’ altra parte adevitare differenze fra esso ed il suo fit-taiuolo, per verificare se tali operazionisono bene eseguite, e per lui sarà lostesso, giacché il fitto verrà così aumen-tato di quanto avrebbe dovuto essere di-minuito a motivo di questi impegni.

Quanto si è detto finora sulla lunghez-za della locazione, sull’ ordine dei terreni,e sul modo di supplire al fìtto, non deeapplicarsi alle locazioni, clic si fanno coimezzadri o semplici coloni, perchè que-

LocAzroirr.

ste specie di coltivatori, non avendo ca-pitali, nè bestiami, e nemmeno alle voltestrumenti aratorii, nè quell’ industria, allaquale i fittameli sono più esercitati perinteresse, pagare non possono il proprie-tario che in grani, o mediante un ripartocon lui dei frutti in natura, e perchè nonlavorando questi per proprio conto, nonhanno che un debole interesse di coltivarele terre a grani ; purché ne raccolganoabbastanza per vivere e per alimentare laloro famiglia, preferiscono quelle coltiva-zioni, dalle quali ritrarre possano solo ilprodotto, come sono la canapa, i grossilegumi ed altro. Prescrivere suolsi loroin tale proposito obblighi espressi, cheben di rado vengono eseguiti, od imporloro pene pecuniarie, alle quali non sonoin caso di supplire ; e sono bene spessocapaci di adoperare il loro tempo ed iloro bestiami a fare carreggi per altri,che li pagano. Sarebbe quindi meglio sti-pulare in locazioni simili una quantità de-terminata di grano per ciascun arpento diterra.

Qui non si parlerà già della locazioneenfiteutica, perchè questa è una specied’ alienazione del fondo, e perchè 1’ enfi-teuticario, avendo il diritto di goderne permolti anni, ha tanto interesse di ben col-tivare e migliorare il terreno, quanto puòaverne un proprietario assoluto. (Y. Li-vello).

Relativamente alla locazione dei bestia-mi a mezzadrìa, di cui la legge distin-gue tre specie, e ne prescrive le regole,tutto ciò che qui dir si potrebbe, non ri-guarderebbe che i proprietarii ; ed il lorointeresse, del pari che quello del mezza-dro, è sempre lo stesso che quello dell’ a-gricoltura, giacché questa locazione tendea moltiplicare il numero dei bestiami, chesomministrano la sussistenza agli uomini,il letame alla terra, e le materie primealle manifatture ed alle arti.