qfi Longevità. ( Longevità
per vecchiaia, come gli animali, cioè per tali o morbose di morte, anche per i vege-esaurimento di vitalità, poiché conside- tali più atti a durare, presto o tardi in-sorgono a procurarne la distruzione. Glialberi coltivati sono più soggetti a risen-tirsi di queste cause morbose, mentre i cosìdetti salvatici od incolti, soffrono più spes-so per sole cause accidentali. I tagli perpotature, le rotture per venti o per altro, ilpeso dei rami, lo sradicamento, od il loroscapezzamento per impetuose bufere, le va-riazioni repentine di temperatura atmosfe-rica, i geli e le nevi straordinarie, la siccitàsoverchia od il troppo umido, gli insetti divario genere, e tante altre circostanze, inconseguenza delle quali risultano la cariee molto malattie, sono per lo più causache tanti vegetali periscano, anche nelleforesto vergini e mai toccate da manoumana. Queste cause di distruzione mol-te piante in sé stesse le producono, giac-ché più un albero cresce, più i suoi ramiper l’aumento del loro pesò sono sottopo-sti a schiantarsi e produrre lacerazioni eferite, che danno luogo alla carie per1’ acqua che vi si infiltra. Questa facilitàdi schiantarsi dei rami è anche propor-zionata alla qualità, durezza e tenacitàmaggiore o minóre del legname. Di più
rando le cagioni di morte di molti antichis-simi alberi, si trovano tutte accidentalio morbose. Infatti, riflette bene il Decan-dolle, che mentre gli animali hanno semprei medesimi organi, coi quali eseguisconotutte le funzioni della vita, organi chepel lungo e continuo uso si alterano, siobliterano o si inaniscono, senza che altrise ne sostituiscan di nuovi, i vegetali pe-renni hanno per lo contrario i loro or-gani che continuamente e gradatamente siriproducono e si rinnovano, per l’aggiuntadi nuove parli che si formano all’esterno, amisura che le più interne si obliterano edinvecchiano, la qual osservazione non erasfuggita ad Aristotele . Ciò almeno percerto avviene in tutte le piante esogene.
Talmentechè la vita organica vegetale,che non dipende, come negli animali, daveruna influenza della vita senziente, tro-va sostegno nella continua riproduzionedi quegli stessi organi di cui ha bisogno,e cosi si prolunga indefinitivamente : dalche si intende perchè, sebbene la maggiorparte delle piante abbia un termine abi-tuale di vita, questo sia più accidentale,
che necessario o inerente alla natura del-bisogna osservare che 11 peso semprevegetabile. Di fatti i polloni, le propagini, Imaggiore di questi rami reagisce sul tron-i margotti, le talee, per mezzo dei quali si |co, nel quale influisce alla compressio-molliplicano gli individui di una data spe- ne dei vasi, pei quali si dee fare la circo-eie, non sono che il prolungamento della lazione. Altra causa di deperimento risiedevita senza interruzione di quella stessa-nelle radici, le quali, come si sa, hannopianta, o parte di essa, da cui si tolsero bisogno di una certa azione dell’ ossige-questi nuovi individui, i quali in seguito ne dell’ aria ; ora adunque quanto piùpossono darne altri e poi altri nello stesso crescono e si estendono approfondando-modo,fino quasi all’infinito, e questi mezzi si nella terra in ragione della prolungatadi propagazione delle specie ben diversi.vegetazione delle piante,cui appartengono,sono da quello che coi semi si ottiene,giacché allora la vita incomincia dallo svi-luppo dei semi medesimi e Con quellisempre rinnovasi.
Ma poiché alle cose create tutte deeesservi un termine, così cause acciden-
tanto più si allontanano dall’ atmosfera, emeno possono risentirne l’influenza bene-fica : quanto a queste, ed anche a quelleche, per natura o per circostanze di suo-lo, si estendono più superficiali da nonrisentir tanto la mancanza delF atmosfera,