sua pelle, con la quale si fanno pelliccile,berrette, cappelli e simili oggetti, occor-rendo però un certo artifizio per prender-lo, essendo la lontra astuta e diffidente,come tutti gli animali che vivono di rapina.Si conosce la presenza della lontra vicinoagli stagni da’ suoi escrementi ripieni discaglie e di lische, e siccome suole deporlisu qualche pietra bianca, cosi i cacciatori siappostano vicino a questa ed attendono ivil’animale per ucciderlo col fucile a piccolis-sima distanza. Volendo cacciare la lontracoi cani, la maggior arte consiste nel cac-ciarla in un sito ove non siavi che pocaacqua poiché ultrimente sfugge dai canicon grande facilità. Siccome ha 1’ abitudi-ne di passat e sempre per la stessa ria, cosìquando questa è conosciuta, vi si tendeuna specie di trappola simile a quelle chesi usano anche pei lupi, assicurandola benead un palo o ad un albero.
Giovanni Lotts pubblicò una memoriaintorno ad una maniera vantaggiosa di ad-destrare una lontra per pigliare del pesce.Conviene che 1’ animale sia giovine ; nu-trirlo bisogna per alcuni giorni con pescee con acqua, mescolando con quest’ ul-tima ogni giorno in maggior dose latte,zuppa, cavoli ed erbe. Quando si scor-ge, che 1’ animale si è avvezzato a que-sta specie di cibo, si ommette quasi in-teramente di dargli pesce, sostituendovidel pane che serr e a uutrirlo benissimo.Finalmente dargli più non si devono pe-sci interi, nè intestini di pesci, ma sol-tanto teste. Si addestra quindi l’anima-le a portare, come si usa fare pel cane ;quando riporta tutto ciò che si vuole,condotto vieue alla sponda di un ruscel-lo chiaro ; vi si getta del pesce, che saraggiugnere ben presto, e che gli si fa ri-portare : la testa di quel pesce gli vienedata in compenso della sua docilità. Unuomo in Savoia col sussidio di una lontracosì addestrata prendeva giornalmente tan-
Lorica
lo pesce, che gli bastava per alimentaretutta la sua famiglia. Questo metodo èmolto antico in Isvezia.
(J. Yvart.)
LONZA. Pantera, e, secondo alcuni,anche Lupo cerviero (V. queste parole).
(Alberti.)
Lonza. Dicono i macellai alla coda eda quell’ estremità carnosa che rimane at-taccata alla pelle degli animali dalla testae dalle zampe nello scorticarli.
(Alberti.)
Loppa. V. Gluma e Lolla.
LOPPO (Acer opalus). Specie diAcero (V. questa parola) che cresce na-turalmente in Italia ove piantasi lungo lestrade, cd in vicinanza alle abitazioni, ser-vendo anche in Toscana per la coltivazio-ne delle viti, come 1’ acero campestre.
(G.**M.)
LOI1A. Pi esso i Latini era una bevan-da che si estraeva dalla vinaccia dopo spre-mutone il vino (V. Vinello.)
(Rebbi.)
Loiia. Strumento musicale che e unaspecie di piva.
(Pietro Granelli.)
LORICA. Prominenza nei tetti del-le case per impedire lo stillicidio dellapioggia.
(VlTRUVJO.)
Lorica. Cemento pei pavimenti com-posto di calce ed arena.
(Vitrcvio.)
Lorica. Arme di dosso, come corazza,panziera, giaco e simili. Era dapprincipiodi cuoio, poi fu di anelli di ferro, indi dilame in due parli, delle quali 1’ una co-priva il petto, 1’ altra il dosso. Gli antichin’ ebbero di tessuti di lino introdotte daIfficrate. I Greci portavano nel fondo del-la corazza, por difesa del basso ventre, unalama di bronzo, di acciaio, d’ argento od oro, foderata internamente e coperta con