Loto
una cintura che si univa al di dietro conlei-magli.
(Riunii.)
Lorica. Steccato di vimini o graticci,talvolta di pietre o terra, che costruì vasipresso i Romani per difendere i soldatifino al di sopra del petto nelle trincee.
(RuiIBI.)
LORO. Chiamavano gli antichi quellegaccio o nastro che teneva unite le scar-pe : passava sopra il piede in differentimodi e faceva alcuni giri intorno alla gam-ba sopra la caviglia, il che distingueva ipatrizi dai plebei, avendone i primi fino aquattro, i secondi due soli.
(Rubri.)
Loro. Dicesi pure 1’ orlo od il lembodi porpora o di una stoffa diversa da quel-la delle vesti cucita su queste.
(Rubbi.)
Loro. Il cordone del diadema imperia-le, detto J'rigio. (Rubbi.)
Loro. Era presso gli antichi quella cor-da composta di funicelle con cui si anno-davano e flagellavano i rei.
(Rubbi.)
LOSCA. Apertura nel forno di poppaper la quale passa la testata del timone.
(Strabico.)
ROTARE. V. Luto.
LOTO (Lotus Liun.). Genere di pian-te alcune delle quali interessano i coltiva-tori per la loro abbondanza, pegli usi cuisi prestano pel cibo e che somministranoagli uomini ed agli animali. Faremo cono-scere le specie più importanti.
Il loto commestibile o mangereccio (Lo-tus edulis) è una pianta annua, a steli ser-peggianti, a dori solitari, gialli ed a legumiricurvi e scanalati. Fiorisce in luglio ecresce in Italia ed in Egitto , mangiandose-ne in questo ultimo paese i baccelli come ifagiuoli od i piselli, essendo prima dellamaturità ripieni di una polpa dolce. An-che i loro semi secchi vengono gradili dai .
bestiami e dai maiali principalmente, perle quali ragioni gioverebbe forse coltivarlein grande, tanto più che fruttifica beneanche in climi più settentrionali del no-stro. I suoi steli lunghi più di un piedeportano una discreta quantità di baccelli ;converrebbe tagliarne il fogliame innanzialla maturità.
Il loto cornuto (Lotus corniculatusLinn.), detto anche volgarmente galestri-na sabatica o trifoglio giallo , è una pian-ta vivace a steli molto abbondanti di fo-glie serpeggianti, alti due o tre piedi. Cre-sce in quasi tutte le praterie vicino altrifoglio propriamente detto, fiorendoper tutta 1’ estate, resistendo benissimoalla aridità del suolo ed alla siccità del-I’ atmosfera nelle situazioni sfavorevoli,riinane questa pianta assai piccola, macresce ad altezza maggiore sui terreni dimiglior qualità dando un copioso foraggio.Secondo Woodward, agronomo praticoinglese , ghigne nei luoghi umidi a maggio-re altezza dei trifogli, e se ne ottengonoprodotti superiori alla maggior fini te diessi, ma Ledere Thouin dice non esserea sua saputa che siasi mai coltivata inFrancia in modo da giustificare un elogiocosi grande. Dice non saper egli che siasimai seminata sola, ma poter bensì assicu-rare, contro quanto altra volta credevasi,che gli animali noi rifiutano nè verde nèallo stato di fieno, solo avendo notato chele pecore preferiscono le foglie a’ suoi fio-ri, come fanno anche del trifoglio. Lostesso Thouin trova però un ostacolo realeall’ estensione di questa coltivazione neipascoli artifiziali, attesa la scarsezza dei.suoi semi.
Il loto peloso (Lotus hirsutus Linn.)detto anche loto emoroidale , cosi dettoperchè i suoi semi sono macchiati di rossoviene da alcuni riguardato come una va-rietà del precedente, da altri come unaspecie distinta, perchè ha dimensioni molto