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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luccio

ili rame dorato con questa iscrizione : Iosono il pesce eh’ è slato gettato pel pri-mo in questo stagno, dalle mani dell im-peratore Federico li, il 5 ottobre 1262.Aveva adunque allora almeno 267 anni,talché dopo di lui, è, per così dire, ver-gognosa cosa il citar quello di cui parlaIlzaczynsky, e che aveva novant’anni.

Gli antichi possedevano dati positivisu tale proposito, giacché Plinio pone illuccio nel numero dei più grossi pesci, ecrede che possa giugnere al peso di millelihhre.

La moltiplicazione dei lucci sarebbeimmensa, se la fregola ed i luccelti, nelprimo anno della loro vita, non divenis-sero la preda di molte specie di pesci,ed anco di quelli grossi della stessa lorospecie, e della maggior parte degli uccelliacquatici. Si contarono più di cento qua-rantotomila uova in una sola femmina dimedia grandezza. La fregola dura pei tremesi della primavera ; le giovani femmine,vale a dire, quelle di tre anni, principiano,e le più avanzate in età finiscono; questeultime si chiamano in Germania lucci ra-nocchiai, poiché depongono lo loro uovacontemporaneamente alle ranocchie, nelqual tempo, dice Leonardo Ilaltner, ne èvietata la pesca a Strasburgo . Egualmenteallora quelle che sono negli stagni ovveronei laghi cercano di risalire i fiumi coiquali comunicano, e tutte si accostano allerive per deporre le loro uova sulle pietree sulle piante poco coperte di acqua, ac-ciò non rimangan prive dell’ influenza so-lare : in quel momento sono talmente oc-cupate ed attente, che si possono prenderecon le mani.

Pare che la proprietà purgativa delleuova del luccio favorisca la moltiplicazio- .ne di questo animale, e che gli escrementidegli uccelli che ne hanno mangiato, pos-sano servire a trasportarle da un vivaio inun altro, ove nascono, lo che i pescatori

Luccio 1 1

■ particolarmente raccontano dell’ airone.Questo l'alto è possibile, ma é assurdo ilcredere, coni’ è stato asserito, che le an-guille provengano dal seme dei lucci, eche questi, appena nati, sieno ricevuti ecome covati nelle branchie di certi pesci,che il loro dente micidiale rispetta poi pergratitudine, se dobbiamo prestar fede adun certo Encelio. Nel loro primo anno, ilucci hanno una tinta verde ; divengonogrigi nel secondo, ed offrono macchiepallide che, nell’ anno seguente pre-sentano una mezza tinta di un bel giallo.Queste macchie sono irregolari , distri-buite quasi senz’ ordine, e talvolta sì nu-merose che si toccano e formano fasceo strisce. Acquistano spesso la lucentez-za aurea durante la fregola, ed allora ilgrigio del-color generale si cangia in uubel verde.

In certe acque nelle quali, per effettodella penuria, le quantità del luccio varia-no, talora é giallo con macchie nere; pren-de allora il nome di re dei lucci, ed èmolto stimato. Secondo Schwenckfeld , visono pure lucci tutti bianchi.

I lucci dell’ Onou, fiume di Siberia ,sono dorati e tigrati. Si potrebbe a primoaspetto, dice Pallas, prenderli per unaspecie particolare.

II luccio cresce con molta rapidità. Fi-no dal suo primo anno è spessissimo lun-go da undici a dodici pollici. Nel secondone ha quindici ; nel terzo, diciatto o ven-tuno ; nel sesto, è giunto alla lunghezzadi sei piedi, e nel decimo, di sette ad otto,o circa.

I pescatori di molti cantoni della Sviz-zera pretendono che vi sieno due speciedi lucci : la prima che chiamano lucciogentile, e che sempre soggiorna nella pro-fondità delle acque, ed il luccio ordinarioche si avvicina alle rive ed ha un colorepiù giallognolo ; ma probabilmente nonsono che semplici differenze di età. In