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trasmettendo la stessa proporzione «li ca-lorico raggiante, qualunque sia la tempe-ratura «lei corpo donde emana. Il salgem-ma della grossezza di 2 ”””,6 2 lascia sem-pre passare i 92 cenlesimi dei raggi calo-rifici che cadono alla sua superficie siache provengano da una fiamma brillanteo da un’ acqua riscaldata a 4° o 5o°.Questa proprietà, che sembra esclusiva delsalgemma, può essere utilizzala in molticasi. La influenza della grossezza del cor-po diatermico sulla quantità .di caloricoche trasmette è tanto maggiore quanto piùbassa è la temperatura della fonte di que»sto calorico. Tuttavia le variazioni nellarelazione fra i raggi trasmessi e quelli in»rìdenti scemano con la grossezza, di modoche, oltre ad un certo limite, una lastrasottile di mica, per esempio, trasmette lastessa proporzione di raggi per due fontidi calore molto diverse.
La diminuzione delle perdite che pro-va il calorico raggiante, attraversando suc-cessivamente uguali grossezze di uno stes-so corpo diatermico indicava che i raggidi calore subiscono particolari modifica-zioni nel loro passaggio, le quali alteranola loro qualità primitiva e li rende piùfacilmente trasmissibili nello stesso mezzo.Eravi quindi a temere che i raggi obbli-gati ad attraversare il camino di vetrodella lampana d’ Argand presasi per fon-te di calore acquistassero una specialequalità. Perciò Melloni ripetè gli esperi-menti con una lampana di Locatelli (V.Lampana) ad una sola corrente di aria esenza vetro, munita di un riverbero edalimentata a livello costante con oliopurissimo. Disposesi questa lampana sul-1’ apparato a tale distanza dalla pila chela sua radiazione'diretta sopra «li essa fa-cesse sempre deviare l’indice del galvano-metro di 3 o°. Ponendo successivamentedinanzi al diaframma le lastre diafane, tut-te della grossezza di a mm ,62, già provate
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con la lampana all’ Argand , Melloni trovòche di 100 raggi incidenti il salgemma netrasmetteva 92, la calce fluatala 78, lospato di Islanda ed il vetro 09, il cristallodi rocca 38 , la tormalina di color verdeassai carico 18, il vetro nero opaco 16,la calce solfalata i 4 > 1 ’ allume 9. Le diffe-renze che esistono fra questi numeri equelli dati in addietr o indicano ehe il ca-mino di vetro che circondava la primafonte di calore dava ai raggi che lo attraver-savano la proprietà di essere più facilmentetrasmissibili attraverso i mezzi diatermici, ilsolo salgemma lasciando passare in entram-bi i casi la stessa proporzione di calore.
Per istndiarc la modificazione che pro-duce un dato corpo diafano sui raggi chelo attraversano, Melloni frappone una la-stra di questa sostanza fra la lampana sen-za vetro ed il diaframma, quindi avvici-na tanto la lampana che la radiazione chesi produce attraverso quella data lastrafaccia ancora deviare l’indice di 3 o°. Fi-nalmente presenta successivamente all’ a-pertura del diaframma stabile le lastredelle precedenti esperienze. Ecco alcunidei risullamenti ottenuti con siffatte ricer-che. Di cento raggi che attraversaronouna lastra di allume, della grossi zza di2 mm ,G, il salgemma ne trasmette 92, lospato d’Islanda ed il cristallo di rocca gì,la calce Guatata, il vetro e 1’ allume 90,la ealce solfatala 5 g, la tormalina verde18, il vetro nero opaco 1/2. Di renioraggi che emergono da una lamina di cal-ce solfatala, aneli’ essa «li 2 ram ,G di gros-sezza, il salgemma ne trasmette sempre92, la calce fluatata gì, lo spato d’Islan-da 89, il cristallo di rocca ed il vetro 85 ,la calce solfatala 54 , P allume 4 7-> ■! vetronero opaco 1 8, la tormalina 1. Di centoraggi che possono attraversare una lastradi vetro nero opa'co di 1 1,1 "'.82, di gros-sezza, il salgemma ne trasmette 92, lacalce fluatata 9 1, lo spalo d’Islanda ed