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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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colori vegetali al <ìi là rlcl rosro estremo,e neppure vicinissimo ad esso.

Ilerscliel conobbe pure con l’esperien-za che i raggi più efficaci per distruggerelina data tinta sono in mollissimi casi,quelli 1’ unione dei quali produce un co-lore complcmentario alla tinta distrutta,od almeno quelli alla cui classe questatinta complementaria si riferisce. I gialliche inclinano al l anciato, sono, per esem-pio, distrutti con più forza dai raggi az-zurri ; i colori azzurri dai raggi rossi, lan-ciati e gialli ; il color porpora dai raggigialli e dai verdi, e simili. La ragione diquesti fenomeni apparisce chiaramente, es-sendo ben certo, come dicemmo, che laazione dei raggi assorbiti da un corpodebb’ essere senza confronto più energicadi quella degli altri riflettuti da essi.

Oltre che sulle ossidazioni e disossida-zioni anche sugli altri effetti chimici dellaluce influisce la natura dei raggi. Così ilcloro e 1’ idrogeno che abbiamo vedutocombinarsi con detonazione misti in partiuguali ed esposti ai raggi diretti del sole,si combinano, secondo Davy, senza deto-nare esposti ai raggi rossi soltanto, e piùlentamente invece al raggio violetto. See-beck invece dice che nel raggio rosso1’ unione non si effettuava o procedevaassai lenta avvenendo più sollecita nelraggio azzurro ; e Bischof dice avere inquesto ultimo ottenuta la detonazione.Queste varie maniere di riferire lo stessofatto si possono conciliar facilmente quan-do riflettasi che si fecero separando i raggicon vetri colorati, la tinta, la composizio-ne, e lo stato della superficie dei qualipoteva di leggieri condurre ad effetti moltodiversi ed anche opposti del tutto. Il Davyosservò pure che il cloro sciolto nell’acquasi combinava all’ idrogeno di questa piùprontamente nei raggi più rifrangibili dellospettro.

Abbiamo già detto in addietro come le

foglie delle piante acquistino sotto f azio-ne della luce la proprietà di decomporre1’ acido carbonico. Daubeny, in una Me-moria inserita nelle Transazioni della So-cietà reale di Londra del i 85fi, esperi-mentando con vetri colorali, aveva conclu-so che questo effetto era dovuto ai raggiluminosi principalmente. Altri autori, dieposcia occuparonsi di questo argomento,attribuirono tutti questo effetto ai roggichimici. Draper, ad effetto di liscivile laquistione, fece l’esperienza in Anietica conlo spettro solare medesimo. Dispose inesso vari! tubi con acqua impregnala diacido carbonico in cui vi erano foglie dellapoa annua. Se 1’ effetto veniva dai raggicalorifici, dovevasi avere la massima copiadi gas nei tubi posti nello spazio rosso edanche al di là di esso; se dai raggi chimici,nel significato ordinario di questa espres-sione, il massimo effetto si doveva ottene-re negli spazii azzurro, violetto ed indaco ;finalmente, se i più aitivi erano i raggiluminosi, 1’ effetto doveva essere massimonello spazio giallo, minore nel verde, edancora minor nel lanciato. Ripetuta l’ispc-rienza più volte, vide pochissimo o nulladi gas svilupparsi nel rosso ; prodursenedi più nel ranciato ; assai di più relativa-mente nel giallo ed assai meno nel verde,e non formarsene affatto nell’ azzurro, nel-l’indaco e nel violetto. Da queste espe-rienze e da risullamenti ottenuti col bicro-mato di potassa (piai mezzo assorbente,Draper conchiuse i soli raggi luminosiessere quelli che producono la decomposi-zione dell’ acido carbonico in tal reso, cnon aver parte alcuna al fenomeno i raggicalorifici e quelli detti chimici. Osservòpure il Draper, che anche i carbonatialcalini, i quali a too" C. cedono partedel loro acido, si decompongono per 1’ a-zione delle foglie coadiuvata dalla luce, etrovò che si riusciva facilmente a toglierviP ossigeno, non solo al secondo atomo di