1 j'\
Luce | Lece
acido, ma anche al primo, decomponendosi proposito dal Malaguti, del quale crediamoanche il carbonato neutro. Alla stessa guisa alile perciò di qui riferire il modo di
ottenne ossigeno purissimo dal sesquicar-buro di ammoniaca. Le esperienze fatteda Hunt sulla decomposizione dell’ acidocarbonico coi vegetali, eseguite medianteVetri ed altri mezzi trasparenti, analizzaticon la massima cura per conoscere daquali raggi si lasciassero attraversare, con-dussero a risultainenti diametralmente op-posti. Abbiamo però accennato in addie-tro quanto dubbia sia la perfetta separa-zione dei raggi coi mezzi trasparenti colorati, ed Hunt stesso confessò non avermai verificato le sue osservazioni col piisma, ed espose la sua intenzione di farloin appresso, non che il dubbio che la dif-ferenza nei risultamene dipendesse da alcune particolari proprietà osservate nellaluce dei climi meridionali e che egli me-desimo aveva indicate.
AH’ articolo Impressionabile di questoSupplemento (T. XIII, pag. 4^6)può ve-dersi come Herschel abbia studiato altresì1 ’ azione chimica di due o più raggi dellospettro combinati, e meritano di essere ivilette le importantissime osservazioni delBecquerel sulle proprietà di alcuni raggidi promuovere e suscitare 1 ’ azione chimi-ca, e quella di alcuni altri di continuarlain appresso. Ivi pure (pag- 4^ 2 ) si dissecome anche la luce artifiziale agisca chiunicamente sopra varie sostanze. Questieffetti tuttavia sono così deboli, almenoper quella misura di luce che si suol pro-
espenmentare.
Incominciò egli dal preparare varie car-te, che chiamava modelli , tinte con unmiscuglio di biacca, inchiostro della Cina e lacca di robbia, unite con acqua di gocc-ila. Prepara d’ altra parte una carta im-pressionabile, infondendo per qualche mi-nuto secondo in un bagno di alcole anidroleggermente acidulalo con qualche gocciali acido idroclorico puro della carta co-mune, lasciandola asciugare all’ aria libera,quindi tuffandola in una debole soluzioneli nitrato d’ argento neutro, e facendolaasciugare in luogo affatto privo di luce.Espone quindi per alcuni minuti la cariaimpressionabile alla luce, quindi la esami-na con fioco lume, e cerca d’ imitante latinta col miscuglio anzidetto per averne lacarta modello. Espone poi di bel nuovola carta impressionabile all’ azione dellaluce, acciò si oscuri di più, e dopo alcuniminuti imita quella tinta, procurandosicosì una serie di carte modelli che dannouna specie di scala degli effetti delle carteimpressionabili. Per eseguire l’esperienza,adopera una specie di scatola quadrango-lare, tagliata diagonalmente, con un telaiet—to che può avvicinarsi od allontanarsi dalfondo ed inclinarsi più o meno. La lar-ghezza di questa scatola è di o m ,o55 lalunghezza di o m ,2 e 1 ’ inclinazione adot-tala pel telaietlo è di 22 gradi. L’internodella scatola ed il telaietto sono foderati
curarsi ordinariamente, da offrire troppo di carta nera non lucida. Sull’ assicella delscarso interesse all’ industria perchè ci telaietto attaccansi ad uguale distanza due
pezzi paralellogrammici della carta modello,di quella varietà di colore che dee servire
fermiamo a parlarne.
Nell’ articolo medesimo dianzi citato(pag. 455 ) si riferivano i risultamentilper l’esperienza, e larghi circa o m , 026 .delle ricerche di Roberto Hunt sui cangia-j Ad un quarto d’ altezza circa di ciascunmenti che produceva nella azione chimica paralellogrammo attacca con un po’ di
della luce il passaggio di essa attraversovarii mezzi trasparenti più o meno. Moltointeressanti sono gli studi fatti in questo
cera, un quadrato di carta impressionabile,di circa o m ,oo 8 di lato. I due paralello-grammi, copronsi con una lastra di vetro