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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luce

quadrata di 85 millimetii di lato, e gros-sa 9 millimetri, la quale tiene due aper-ture quadrate di 44 millimetri di lato,die la forano da parte a parte. Questeaperture sono chiuse da due lastre sottili,della grossezza ciascuna di i millimetri,adattatevi con guemitura di metallo. Laparte superiore di una delle specie di pic-cole cassettine che ne risultano, è chiusacon turacciolo di vetro, dovendosi in es-sa porre il liquido da assoggettare al-1’ esperienza. Per fare le osservazioni, «let-tesi 1’ apparato anzidetto, che il Malagutichiama di esposizione , al fondo di unascatola quadrangolare aperta al disopra,lunga o,"',55, larga o'",24 e( l a ' ta o m , 6 a.Al capo opposto, a o'",i 8 dal fondo,avvi un tubo quadrato largo o m ,ii elungo o m , 8 o che si innalza facendo unangolo di 65 gradi con la parete ester-na su cui è fissato. E in capo a questotubo che vi ha una specie di sacco ditela nera, in cui 1 ’ osservatore introducela testa per esaminare i cangiamenti cheavvengono sulla carta impressionabile. Sinota il momento in cui 1 ’ uno o 1 ’ altrodei quadrati di carta impressionabile scom-pare, cioè in cui la tinta di esso risultasimile a quella della carta modello che leserve di fondo. E dal tempo diverso cheimpiegano per giugnere a questo effettoi due pezzi di carta, l’uno sottoposto aidue cristalli sottili vuoti nel mezzo, l’altro aquelli che tengono un dato liquido, che sigiudica dell’ influenza di questo liquidostesso. Dalle esperienze del Malaguti risultòche non tutti i liquidi bianchi limpidi e per-fettamente scolorati, trasmettono la stessaquantità di azione chimica, trovandosenealcuni, per esempio, che ritardano due,tre e fino quattro volte di più 1 ’ annerri-mento della carta impressionabile ad undato grado. Trovò che 1’ acqua distillata,anziché ritardare gli effetti chimici più che1 ’ aria noi faccia, gli accelerava ; lo che co-

Lucr.

incide con una esperienza fatta da Biot edanche con quelle di Hunt, riferite nel luo-go addietro citato all’ articolo I.mpressio-nabii.e. Estese tre quadri, uno delle osser-vazioni fatte sulla facoltà accelerati ice del-I’ acqua distillata, il secondo su quellaritardatrice di vari liquidi, ed il terzo sullematerie liquide che non hanno dato alcunindizio di questa facoltà. Osservò che lamaggior parte degli olii ossigenati è dotaladi una facoltà ritardatrice non meno gran-de, e ne dedusse che questa facoltà in-contrasi più particolarmente nei corpi dinatura generalmente non ben conosciuta.Osservò inoltre che anche secondo la so-stanza impressionabile variava 1 ’ effetto,sicché quello stesso che all’ aria liberaannerasi più presto di un altro, è menosoggetto a questa mutazione, quando laluce gli arriva attraverso di un dato mezzo,benché limpido e scolorato.

Applicazione degli effetti chimici. Daquanto siamo fin qui andati indicando evi-dentemente risulta essere la luce un agen-te chimico di qualche potenza, e 1 ’ abbon-danza con cui trovasi sparso nella naturanon può lasciar dubbio che opportune-mente studiato non dia il modo di trarneconsiderevole utilità. A torto quindi lachimica pratica lo tiene in poco conto,solo avendovi riguardo per conservareillesi quei prodotti clic vengono da essoalterati. Molti composti con la luce si for-mano, come 1 ’ acido cloro-carbonico,l’idrioduro di carbonio, il cloruro di car-bonio e simili. La decomposizione di al-cune sostanze data dalla luce può ancheessa tornare assai utile, e fra molti esempiciteremo quello dell’ossigeno dell’acquasì difficile a separarsi allo stato gassoso,e che con la luce si ha fàcilmente in istatopuro, come vedemmo, e per mezzo delcloro sciolto nell’acqua o meglio dall’acidocarbonico o dai carbonati sciolti nell’ a-cqua posti a contatto con le foglie dei vege-