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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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tali e colpiti dall’ azion della luce. Siccomeperò abbiamo veduto che i diversi raggidi questa hanno azioni opposte, c cheF una è di ostacolo all’ altra, così è chiaroche 1’ effetto si avrebbe maggiore togliendol’influenza di quei raggi che lo impedisco-no o lo ritardano, vale a dire in genera-le approfittando dei raggi rossi soltanto,quando trattisi di una ossidazione, e deivioletti invece allorché si desideri una di-sossidazione. All’articolo Fotometria (To-mo IX, di questo Supplemento, pag. 4^9)esponemmo il nostro parere che l’azionechimica della luce, quando venga ben co-nosciuta, possa essere il mezzo più sicurodi misurarne la intensità. La proprietà dicombinare istantaneamente il cloro conl’idrogeno con detonazione, potrebbe es-sere sorgente di un nuovo motore, il cuicosto sarebbe forse compensato dall’ acidoidroclorico che si produce.

Tutte queste applicazioni però sonofuture ed incerte, mentre sicura è la im-portanza di quella, accolta con immensoentusiasmo dapprima, troppo freddamentetrattata in appresso, ma che resterà sempregrandissima, e vogliamo parlare della Fo-tografia, di questa arte di ottenere unacopia fedele di tutto ciò che si vede. Aquella parola ed all’ articolo Impressiona-bile, esponemmo parecchie notizie intornoa questo argomento ; ma trattandosi discoperta cotanto recente, e sulla qualevolsero tanti gli studi, molte nuove cosesi aggiunsero nel breve spazio trascorsofra la pubblicazione di quegli articoli, equella del presente. Determinati a tenerei lettori al corrente, per quanto ne vieneconcesso dall’ ordine di quest’ opera, del-F odierno stato di ogni ramo di industria,agogneremo qui le posteriori notizie chesi riferiscono a questa applicazione bellis-sima degli effetti chimici della luce. Segui-remo in ciò fare lo stesso andamento chetiene la operazione; parleremo, cioè, pri-

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ma delle innovazi mi fattesi relativamentealla scelta, e preparazione della piastra,quindi all’ iodurazione di essa, alla esposi-zione alla luce, alla mercurizzazione, allavacro, alla fissazione delle imagini, altrasporlo di esse ed al loro coloramento.

Quanto alla piastra abbiamo vedutoall’ articolo Impressionabile come sienoriuscite a poco buon fine le indagiui deglieffetti di varie sostanze sul rame, e solosiasi avuto qualche buon esito su quel me-tallo con l’idruro di carbonio, e col ni-trato di argento (T. XIII, di questo Sup-plemento, pag. 84 , 448 e 465). Abbiamodetto però come 1’ argento solo, purché,sia puro, possa servire in luogo del placchè,il che non è senza importanza, principal-mente per la buona riuscita della incisionedelle imagini fotografiche. Notabili sonole ossevvazioni fatte da Claudet sulla gran-de influenza per la bellezza dell’effetto del-la buona qualità delle piastre : egli dice,non aver potuto raggiugnere che pochimiglioramenti fino a che si servì dellepiastre poste in commercio dai fabbricatoridi Parigi , nelle quali lo strato di argentoè troppo sottile per potersi ridurre a per-fetta politura, sicché innanzi che si potes-sero togliere le inuguaglianze prodotte daicolpi nella operazione della spianatura,scoprivasi il rame. Gli convenne quindiabbandonare quelle piastre, e siccome tro-vavasi a Londra dove la fabbricazione delplacchè è poco avanzata, gli fu duopoprepararsi le piastre da sé. Fecesi quindieseguire un placchè al 1 2° con argento fi-nissimo, e diede alle sue piastre una gros-sezza quasi doppia di quelle fatte a Parigi ,potendo così lavorarle sul tornio per ri-durne esattamente piana la superficie etogliervi ogni inuguaglianza. Quando lapiastra tiene cavità o parti saglienti, osser-va Claudet, che i vapori delle sostanzechimiche devono agire in modo diversonelle une che nelle altre, e che la imagini