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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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che potrebbe cadere, durante ' 1 ’ operazio-ne e formare alcune macchie. Questoobbietto non ci sembra sussistere quando1 ’ apparato in cui si fa la iodurazione siaben chiuso, e massime quando si facciauso del panno o della carta preparati, co-me si disse in addietro.

Chioselat raccomanda di iodurare lapiastra con più forza che noi si faccia gene-ralmente fino a che acquisti un color roseoo più, prolungando piuttosto la esposi-zione alla luce, e crede questo il modomigliore di avere belle imagini,le quali nonsieno troppo avanzate ne’ lumi, o troppooscure nelle ombre. Egli dice che per giu-gltcre al più bel risullamento possibile, laluce debba trasformare in sotto ioduri dueequivalenti su 5 di ioduro. Ciò posto sesi presenta alla radiazione della luce unasuperficie ove l’ioduro abbondi tanto dapoterne sacrificare alcun poco senza ri-schio di perdere troppo di questa sostanzanecessaria alla decomposizione susseguentedel sotto ioduro nell’ apparato di mercu-rizzazione, si può senza inconvenienteprolungare la intensità luminosa fino alsegno che anche le ombre comincino al-quanto a rischiararsi. Se, all’ opposto, lapiastra è scarsa di ioduro, i punti più il-luminati divengono azzurri ed il mercurionon è più assorbito dal sotto-ioduro.Conclude che, per ottenere i più bei neried anche i più bei lumi, conviene aumen-tare, per quanto si può, la proporzionedell’ ioduro, essendo desso soltanto, diceil Choiselat, che serve con la decompo-sizione che prova a guarentire le partiove sono i neri ed a produrre i lumi,mediante 1 ’ azione del mercurio sul sotto-ioduro.

Lo stesso Choiselat trovò utile di ag-giugnere all’ iodio un poco di bromo, adoggetto che questo, rendendo l’iodio piùvolatile, faccia sì che giunga prima dellealtre epianazioni sulla piastra, ed inoltre

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rendendo Io strato più sottile gli tolga conciò un eccesso di iodio libero.

All’ articolo Impressionabile si riferiro-no gli esperimenti fatti da W^ller per so-stituire all’ iodio, il cromo, il bromo o lozolfo, e si è ivi veduto come ottenesse ef-fetti molto più lenti e meno buoni. Mal-grado a ciò Yan de Velden comunicò alprincipio di questo anno ( i 8 4 3) all'Ac-cademia di Brusselles un metodo, col qualeavrebbe ottenuto dal bromo effetti supe-riori senza confronto a quelli dell’ iodiosolo. Suggerisce egli di porre il bromopuro in una fiala, coprendolo con unostrato di acqua alto circa 3/4 di centi-metro. Pone questa fiala sul fondo diuna cassa alta circa 16 centimetri, sottoal coperchio della quale attacca la piastrache vi lascia per un minuto. Assiema chela piastra preparata in questo modo sem-plicissimo, portata nella camera oscura, èatta a dare una imagine in un intervalloche varia da S a 4o secondi, a misura del-l’intensità della luce.

Siccome l’effetto delle piastre prepara-te col solo iodio, nel modo dal Dnguerresuggerito o con altri analoghi esigeva perla esposizione della luce un tempo chevariava da io a i5 minuti, e siccome eraquesto un obbietto, e pel mutarsi delleombre che in quel frattempo accadeva, eper la quàsi impossibilità che ne veniva dicopiare oggetti viventi e di fare ritrattiprincipalmente ; e siccome 1 ’ azione delbromo sostituito all’ iodio era sembratapiù lenta, anziché altro, e solo ultima-mente sembra essersi verificato il contrario,così era cosa ben naturale che si cercassedi rendere maggiore la sensibilità dell’iodiocon altre preparazioni successive o con-temporanee.

Abhiamo veduto agli articoli Impressio-nabile ed Iodurazione come uno dei primimezzi acceleratori, a quanto sembra, siastato quello di sottoporre la piastra iodurata