Band 
Tomo XXXIII. [Supplimento.]
Seite
183
JPEG-Download
 

Luce

buon effetto esponendo la piastra politaal cloruro di iodio solo, e sembra anzi checiò si praticasse con buon esito nella Ger-mania . Poscia Gaudin giunse a questo ef-fetto col bromuro di iodio, senza altra av-vertenza, tranne quella di versare nel bro-muro di iodio con eccesso di bromo unasoluzione alcolica di iodio, fino a che in-cominci a formarsi un precipitato che ab-bia 1’ apparenza dell’ iodio. Il liquido chene risulta, feltralo sul cotoue è il bromu-ro richiesto,e lo si adopera diluendolo conacqua, alla stessa guisa come facevasi pelbromuro di iodio, sulla piastra iodurala.Tiensi la piastra preparata a dovere quan-di) la sua superficie appare di color roseo.Facendo agire il bromo sul solfuro di iodio

Luce i8, f »

dei suoi vapori, e se ne versano cinqueparti sopra 1’ uno dei due uguali precipi-tati di iodio, come sopra ottenuti, lascian-do in quiete ogni cosa fino a che tuttol’iodio siasi disciolto. Versasi poi 1’ iodurodi bromo cosi ottenuto sopra 1’ altro pre-cipitato di iodio che vi rimane indisciolto;quindi aggiungonsi i 5 parti di acqua di-stillata satura di cloro, e lasciasi il miscu-glio per un giorno in riposo. Le propor-zioni sopra indicate, supponendo la tem-peratura dei liquidi a i 2 ° del reaumurianotermometro, sono tali da non produrreeccesso nè scarsezza di iodio, formandosi,secondo ogni probabilità, un sale triplo,cioè un cloro-bromuro di iodio. Espo-nendo a poca distanza da questo liquido

Gaudin, dice, aver ottenuto un liquido la piastra di placcliè o d’argento, i vapori

dotato di proprietà analoghe, ed avere anzicon siffatto composto ottenute per la prima volta prove istantanee seoza iodurazione precedente. In tal guisa la operazioneè semplice quanto Io era la iodurazioneordinaria, e di più Gaudin assicura che leimagini riescono scevre da quelle macchieche quasi sempre vi si osservavano quandolàcevansi succedere mezzi acceleratori allaiodurazione.

Il nostro Toblini giunse anclprodurre un composto onde assicura cheservesi da più di due anni e mezzo, ecol quale la sensibilità diviene grandissi-ma, e 1’ operazione sicura, tolto essendoaffatto il pericolo delle macchie. Lo siprepara nel modo che segue. Prendesiuna parte in volume di soluzione sa-lma di iodio nell’ alcole a 56°, e vi siaggiungono quattro parti di acqua distilla-la, raccogliendo, col mezzo della decanta-zione, l’iodio che si precipita. Operasialla stessa guisa, in vaso separato, sopraun’ altra parte di soluzione alcolica satura■ 1’iodio. Preparasi quindi deli’acqua sa-tura di bromo, con tutte quelle cautele

he esigo la grande causticità del bromo e

che emanano le fanno acquistare in mezzosecondo la tinta rosea, che è l’indizio dellasensibilità massima all’ azione della luce.Siccome tuttavia riuscirebbe dillicilissimoin così rapidi effetti cogliere il punto [(re-ciso, ed evitare che la piastra non riuscis-se o troppo leggermente preparata e gial-lognola, o con preparazione eccessiva evioletta, ed in ambi i casi meno sensibile,giova diluire il liquore con acqua, nelqual modo producesi la stessa impressio-nabilità, ma più lentamente. Così, se aduna parte della soluzione del sale ternariose ne aggiungano venti di acqua, la piastranon sarà preparata che in capo a i o mi-nuti, e, secondo la proporzione dell’acquaaggiunta, si può rendere a volontà questaoperazione più o meno sollecita. E chiarodel resto che la durala di essa dee semprevariare secondo la forma ed anche la ma-teria dei vasi nei quali portesi la soluzione;secondo la distanza che corre fra questa ela piastra, lo stalo termometrico ed igro-metrico dell’atmosfera, ed altre molle cir-costanze, a tal che non si ha altro indiziocerto del momento di terminarla che guar-dando il colore dalla piastra acifuistalo.