Luce
[feriodo lo strato dell’ioiluro si è morii-1ficato per guisa che i raggi rossi e ranciativi agiscono ugualmente di quelli azzurri evioletti, ma i gialli non ancora ; poiché, selevasi la piastra troppo presto dalla came-ra, si vede che i raggi gialli sono del tuttoinattivi. Alla fine del secondo periodo iraggi verdi ed i gialli agiscono alla lorovolta ; allora la piastra è presso che alpunto in cui l’imagine si rende visibilecol vapore di mercurio.
Dietro adunque le esperienze del Gau-din, confermate da quelle di altri, ed inparte anche da quelle del Moser, l’uso deivetri colorati e dei raggi continuatori puòconsiderarsi realmente nella fotografia comeun mezzo buonissimo di acceleramento,scevro in gran parte dagli inconvenientidegli altri, e perciò ne abitiamo qui fattoparola piuttosto che altrove.
Negli articoli più volte citali Fotogra-fia, Impressionabile ed Iodurazione , ab-biamo veduto come, e contemporanea-mente all’ annunzio del Daguerre , primacioè che il di lui metodo si pubblicasse,e dopo ancora che questo fu conosciuto,molte specie di carte si proponessero, qualipiù, quali meno sensibili alla luce, e comealcune fra queste valessero anche a ritene-re in pochi minuti le imagini della cameraoscura. Notammo, come i vantaggi di que-ste carte sarebbero stati considerevoli, epel minor costo di esse in confronto alplacche, e per la facilità di prepararselesenza ricorrere all’aiuto di particolari mani-fatture, e per la incancellabiìità delle ima-gini su di esse ottenute, e per la facilità discorgere queste imagini al pari di un dise-gno o di una stampa con qualunque dire-zione di luce. Senza farci quindi a ripeterequanto ivi abbiara detto, parleremo qui delmiglioramento di una carta ivi indicata, edi alcuni studii fattisi posteriormente dalloHerschèl sopra varie sostanze alte a pre-parare di queste carte medesime. J
Suppl. Dii. Tecn. Tom. XIX.
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I Nell’articolo Impressionabile (T. XIII,di questo Supplemento, pag. 464 )■> si èparlato a lungo della carta preparata daPontou col bicromato di potassa, e delmodo suggerito da Becquerel, per mutarein positive le imagini negative che su diquella si ottengono. R. Hunt osserva, chele imagini in quel modo sono piuttostolunghe a prodursi e che di raro riesconoben distinte, non corrispondendo talvoltail successo malgrado le cure più minuzio-se. In seguito ad una serie di ricerche dalui fatte per determinare la influenza deiraggi solal i sui sali di diversi metalli, ven-ne condotto a scoprire un nuovo metodofotografico cui diede il nome di cromoti-pia, e col mezzo del quale produconsi nelmodo il più fàcile imagini positive. Variicromati possono usarsi in questo metodo;ma Ilunt diede la preferenza a quelli dimercurio e di rame, e trovò che questoultimo è quello che dà gli effetti più cer-ti e più solleciti di tutti gli altri. Lacarta preparasi nel modo che segue. Pren-desi carta da scrivere di buona qualità, ese la bagna con una soluzione di solfatodi rame qhe si fa seccare in parte ; quindipassasi in una soluzione di bicromato dipotassa e se la asciuga a piccola distanzadal fuoco. Le carte preparate in tal guisapossouo conservarsi quanto a lungo sivuole e sono sempre pronte all’ uso ; manon sono abbastanza sensibili per essereadoperate nella camera oscura.
Ponendo una stampa in rame, una pian-ta secca od altro oggetto su questa cartain un telaio fotografico, atto a far copie,esponesi il tutto al sole per qualche tem-po, cioè per i5 a 20 minuti, secondo laintensità della luce, ottenendosene in ge-nerale una imagine negativa. Lavasi alloraquesta imagine con una soluzione di ni-trato di argento che produce immediata-mente una bella imagine di un lanciatoIcarico sopra un fondo leggermente tinto
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