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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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in bruno e talvolta ancora Bianco del tutto. 1Fissasi prontamente questa imagine lavan- ]dola con acqua pura ed asciugandola. <L’ autore osserva, che quando si ado- <perano soluzioni sature, si producono idapprima imagini negative ; ma che se iqueste soluzioni sono diluite con tre a :quattro volte il loro volume di acqua, laprima azione dei raggi solari è quella diannerire la carta,cui segue immediatamenteun’ azione imbianchitrice che dà una ima-gine positiva, debolissima, la quale peròappare esattissima col nitrato di argento.E indispensabile valersi di acqua pura perfissare la imagine, attesoché viene questadanneggiata dalla presenza di certe sostanzee massime da quella del cloruro di sodio.Questa ultima osservazione diede originead una variazione nel metodo della cromo-tipia. Se si tuffa la imagine positiva in unasoluzione leggerissima di sale comune, sva-nisce poco a poco lasciando alcuni linea-menti negativi assai deboli. Togliendo al-lora la imagine dalla soluzione salina efacendola asciugare si può produrvi unaimagine positiva di color lilla esponendolaal sole per alcuni minuti.

Bertot suggerì un metodo fotografico,il quale citiamo, piuttosto che altro, per lasingolarità che presenti e per la differenzache tiene dagli altri tutti. Si fonda questosulla proprietà che notammo (pag. 170)dell’ idrogeno e del cloro gassoso di me-scersi senza combinarsi nell’ oscurità, dicombinarsi con lentezza alla luce diffusaed istantaneamente alla luce diretta. Neconcluse che mettendo nella camera oscu-ra un miscuglio di cloro e di idrogeno, laquantità di acido idroclorico formatosi ave-va ad essere proporzionale alla quantitàdi luce introdottavi, e che una sostanzanera sensibilissima all’ azione dell’ acidoidroclorico verrebbe scolorata in relazionealla formazione ilei l’acido. Dice aver fattoqualche prova, e trovata sufficiente sensi-

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bilità in una carta annerita col solfuro dipiombo. Siccome però non è probabileche 1’ azione della luce sul miscuglio gas-soso si limiti soltanto nelle parti di quelloche essa attraversa, e siccome, quand’ancheciò fosse, queste parti attraversate variereb-bero ad ogni istante per la mobilità deigas e per le correnti che si formerebbero,ove altro non fosse, pel riscaldamento pro-dottovi dalla luce medesima, così è moltoprobabile che lo scoloramento avverrebbesu tutta la superficie della carta quasi aduu modo, e che se pur vi apparisce iudi-

■ zio di un’ imagine, sarebbe questa sempre1 molto incerta e confusa. Se si aggiunga: 1’ obbielto della maggiore complicazione. dell’ apparato e della maggior difficoltà di: usarlo, resterà assai poca speranza che la

- fotografia possa trarne profitto, e sarebbet piuttosto da applicarsi alla fotometria, os-

- servando il grado di scoloramento pi o-

- dotto sulla carta in tempi uguali da luci

- diverse.

ì Giovanni Herschel, da quegli studi che1 abbiamo riferiti in addietro (pag. 171)1 sugli effetti chimici della luce, dedusse lacostruzione di varie carte fotografiche, al-, cune delle quali presentano effetti singola-ì rissimi, e che meritano di essere conosciu-) te da quelli cui interessa il progresso della

> fotografia, facendo palesi proprietà assai) singolari di alcune sostanze.

Molte materie ebbe egli ad osservarei dotate della proprietà di essere più o me-j no facilmente impressionabili dalla luce.3 La generale instabilità delle combinazioni

- organiche conduce a prevedere 1’ efficaciaì dell’ azione della luce su di esse in tutti

- quei casi in cui i loro elementi sembranoi combinati con debole forza ed in istato, at così dire, di vacillante equilibrio. Sembra) non esservi dubbio che la maggior parte; di siffatte alterazioni vengano dalla facoltà

> disossidatrice che hanno specialmente i r.ng-

■ gi più «frangibili. Tale si è evidentemente