Luce
P eIToIto |>fi sali «l’oro e «l’argento; nelbicromato «li potassa è assai probabile nbeuna parte fieli’ ossigeno lo abbandoni, ecosì «beasi di altri simili effetti. Un bel-1’ esempio di questa azione disossidalricesopra altri sali che quelli di argento ebbead osservare Herschel nel ferro-sesquicia-nuro di potassio ottenuto in molla copiae puro mediante 1’ azione della pila dalferrocianuro giallo comune, o, come tut-tora molti lo chiamano, prussiato di potas-sa. In questo metodo viene assorbito 1’ os-sigeno nascente, l’idrogeno si svolge, edil composto che ne risulta, a cagione degliossiili di ferro, forma dell’azzurro di Berli-no con i proto-sali di quel metallo, ma nonproduce precipitato co’ suoi persali, indi-cando un eccesso di forza elettro negativa,una disposizione ad abbandonare 1’ ossige-no, e quindi a tornare al pristino statosotto azioni moderate, come, per esempio,per P affinità del protossido di ferro, perP aggiunta di una dose di ossigeno e si-mili. La carta semplicemente bagnala conuna soluzione di «presto sale è molto sen-sibile all’ azione della luce. Deponesi del-P azzurro di Berlino , sostituendosi neces-sariamente alla base la distruzione di unaparte dell’ acido ed all’ acido la decompo-sizione di un altro elemento. Dopo l’espo-sizione ai raggi del sole di mezz’ ora o diun’ora risulta una imagine fotografica assaibella, per fissare la quale è duopo immer-gerla in acqua che tenga disciolto un poco«li solfato di soda, il quale assicuri la sta-bilità dell’ azzurro di Berlino depostosi.La imagine mentre si asciuga è di un co-lore azzurro di spico, che dà un effettocurioso e staccato sopra il fondo gialloverdastro prodotto sulla carta dalla solu-zione salina. Con un lavacro il colore delfondo svanisce e la imagine fotograficacomparisce di un bell’ azzurro vivace so-pra un fondo bianco. Continuando a ri-manere esposta al sole, la sua tinta volge
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alcun poco verso il giallo od il bruno, cheperò dopo qualche tempo più non con-tinua ad alterarsi.
Se ad una soluzione di questo sale simesce in una certa proporzione del per-cloruro di ferro bagnando col miscugliodella carta un po’ bibula, ha luogo pari-menti un copioso ed intenso deposito diazzurro di Berlino .
Se invece del perdonilo di ferro sisostituisce una soluzione di ammonio-ci-trato di ferro, gli effetti fotografici risulta-no molto più vaghi e notabili, tali da apri-re una nuova serie di indagini. Le duesoluzioni si mescono senza che si formiprecipitato e producono un liquido dicolor bruno che applicato sulla carta ap-pare verde. Esponendo la carta bagnatacon questo miscuglio ai raggi del sole, sitigne dapprincipio di un colore di por-pora livido, ma prontamente si imbian-chisce di nuovo. Continuando a lasciarlaesposta al sole il bianco si oscura da ca-po e passa ad un colore violetto brunastro ;ma nell’ ombra riprende lentamente la suatinta originale, potendo più e più voltedi seguilo dare gli stessi fenomeni. Le piùsingolari ed, apparentemente, capricciosevarietà di coloramento e scoloramento de-rivano tuttavia, come avviene di frequentenelle esperienze fotografiche, dalla diffe-rente proporzione degli ingredienti, dalmodo onde si è bagnata la carta, e «la moltesimili cause, sicché lo studio di questi feno-meni riesce complicatissimo. L’imbianchi- 1mento è certamente dovuto alla disossida-zione del precipitato d’azzurro di Prussia,ed alla formazione del proto-ferro-cianurodi ferro ; il ripristinamento del colore al-l’ombra alla riossidazione di questo compo-sto, il quale ben si sa assorbire avidamente1’ ossigeno dell’ aria. Avvi un certo terminenelle proporzioni, col quale si ottiene unacarta fotografica positiva molto sensibile ;un altro che dà una carta negativa nella