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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Lrcr.

La piastra è allora dispostissima a rice-vere il cloruro il’ oro che serve, comevedremo, a fissare le imagini, ed aggiugneloro molto vigore. Dice avere nettata strimomento con questa soluzione una piastraindurata che, essendo rimasta a caso espo-sta alla luce, aveva acquistato una tintavioletta, la quale non togliesi ordinaria-mente che con uno sneltamento prolun-gato, mediante la pomice od altre similisostanze. Invece dell’alcole, può ancheusarsi dell’acquavite comune, accrescendo-ne però alquanto la dose, ed impiegandonei 20 granirne per 240 di acqua. Il liquo-re diviene lattiginoso, ma serve ugualmen-te al suo offizio, e dopo alcuni giorni diquiete si forma un precipitato e divienelimpido.

Dopo levato 1’ ioduro lavatisi le piastrenell’acqua distillata, ed i metodi solili con-sistono nel mettere la piastra su di unpiano inclinato e farvi scorrere sopra unvelo di acqua fredda o calda. Questa ope-razione tuttavia presenta alcune difficoltà.So non si versa 1’ acqua con la precau-zione occorrente, se il velo che (brina nonè steso regolarmente, scopronsi sulla ima-gine macchie di una specie di marmoratoindelebile. Anche il compiuto asciugamen-to è difficile, lardando spesso a svanire leultime gocce che producono macchie. DeUrebisson suggerisce U-metodo seguenteper evitare siffatti inconvenienti. Dopoaver lavato la piastra con acqua fredda,quando gli sembra che lutto lo strato d :iposolfito siasi disciolto, la mette sopra unapparato assai semplice, che è una speciedi forcella ili ottone formata di due filifissati a guisa di V sopra un manico, eterminali da piccoli uncinetti, per tene-re la piastra in posizione inclinata. Soste-nuta questa in tal guisa, con la imagineal di sopra, ad una inclinazione di 3oa /|5°, se la (a scorrere al disopra dellafiamma di una lumpana ad alcole, comin-

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cinti Io dall’ angolo supcriore e scenden-do successivamente fino al basso. Dnapai te dell’acqua si evapora, mentre il re-sto scola per 1’ ang Io inferiore, e si puòaccelerare lo scolo di questa acqua, po-nendo a contatto di quell’angolo un pez-zo di carta bibula. Dice il Brebisson chein tal modo rasciugamento riesce pronto ccompiuto, e narra essere giunto all’effettomedesimo anche senza far uso della lam-pana ad alcole, assicurando la lamina benestabilmente sopra una tavoletta che abbiaun foro in un angolo, attaccando questaad un filo e facendola girare rapidamente,a quel modo che farebbesi di una fionda.Giovando in tal caso alla prontezza dcl-1’ asciugamento il pronto rinnovarsi del-1’ aria a contatto della superficie umida.

Negli articoli tante volte citati Foto-grafia ed Impressionabile, abbiamo vedutocome fosse difetto notabilissimo nelle ima-gini del Daguerre la facilità di cancellarsi,e come abbiasi suggerito di ripararvi co-prendoli con uno strato di destrina che\i fuma una specie di coperta, o fissandolemediante l’idrosolfato di ammoniaca, colcloruro o ioduro d’argento, e specialmentecol cloruro d’ oro secondo il metodo delFizeau . Al vantaggio della fissazione delleimagini unisce questo ultimo metodo, quel-lo di renderle molto più belle e più facilia vedersi. Fordos e Gelis, occupandosi diparecchie ricerche sugli iposolfiti, esamina-rono altresì il liquore di Fizeau , che, comepuò vedersi all’ articolo Impressionabile,si prepara mescendo una soluzione dicloruro d’oro ed una di iposolfito di soda.Indagando la reazione che producesi nelmiscuglio, riconobbero essere quel liquorecomposto di cloruro di sodio, di iposol-fato bisolforato di soda, e di un sale d’oroche isolarono e studiarono, il quale puòriguardarsi come il principio attivo del li-quore di Fizeau . E desso un iposolfitodoppio di soda e di protossido d’oro, e