Luce
Finalmente J. Payer notò che le piante sicurvano, secondo i suoi esperimenti, neiraggi azzurri e violetti soltanto, e neglialtri non mai, e che una pianta investitada raggi azzurri da un lato e da raggi vio-letti dall’ altro piegasi a preferenza versodei primi.
Applicazione degli effetti fisiologici.Dagli effetti della luce complessa sugli ani-mali, oltre che sul bisogno di una luceconveniente per mantenere la propria sa-lute, risultano utili avvertimenti per laconservazione dei bestiami da lavoro o daingrasso, i quali si desidera che manten-gaci sani e robusti, e per ciò risultanodannose quelle stalle, ove pochissima lucelasciasi penetrare. Non v’ ha dubbio, chequelli, i quali sono esposti al sole, nonsieno più forti, meno spesso ammalati,non dieno produzioni d’ una migliore na-tura di quelli che vivono all’ ombra ; im-perciocché quanto all’ oscurità perfetta, sisa, che nessuno di quegli animali, pei quali1’ uomo prende interesse, non vi restanocostantemente. Questa sola osservazione,basta per tàr apprezzare al giusto valore1’ opinione di quelli, i quali pretendonoessere vantaggioso l’allevare i bestiami nel-la stalla. Il latte delle vacche, e gli ovidi galline tenute così chiuse, senza eserci-zio e senza luce, hanno assoluta inferio-rità di sapore. I conigli domestici sonomigliori, quanto più sono lasciati in libertàdi godere dei benefizii della luce. Tuttociò autorizza a far entrare la luce comeuno degli elementi della maggiore sapiditàdegli animali salvatici. Non si può dubi-tare, che questa causa medesima non siaquella della debolezza di temperamento ;degli abitanti delle città, e di tanti operaisoprattutto, che dalla necessità di guada-gnarsi il pane tenuti sono per tutta la isettimana in istanze oscure, ove 1’ aria :è pochissimo rinnovata. Il solo caso, in icui riconosciuta sia 1’ utilità di mettere gli iSuppl. Diz. Tecn. Tom. XIX.
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ì animali domestici in luogo oscuro, si èì quello, quando occorre ingrassarli pron-: tornente, e tutti sanno che 1’ eccesso dellai grassezza è una vera malattia in alcunianimali, come, per esempio, nel castrato,i seguita quasi sempre dalla morte.
D’ altra parte anche la troppa lucepuò divenire dannosa, massime all’ orga-no della vista, sicché alcune igienicheavvertenze anche per questo riguardo nonsaranno da trascurarsi, dovendosi, a ca-gione d’ esempio, evitare un repentinopassaggio da fitta oscurità a vivissima lu-ce ; non fissare che ad intervalli e perbrevissimo tempo una luce troppo intensa,e guarentirsi da quella del sole ; gli operaiche per professione hanno a guardare og-getti incandescenti devonsi spesso lavaregli occhi con acqua, e tutti poi evitare didarsi al lavoro sotto una luce falsa edincerta.
L’ influenza della luce sulle piante ègrandissima : ritarda il loro crescimento,ne aumenta il vigore, assicura la loro fe-condità, dà sapore a tutte le loro parti.Non vi è coltivatore che mille volte al-1’ anno testimonio non sia di latti che loprovano. Agisce anche perfino sulle radici,ma in maniera indiretta, dando cioè mag-giore ampiezza ai rami, poiché ricordarsibisogna che vi ha sempre una relazionenecessaria fra jl numero e la forza delleradici, ed il numero e la forza dei rami.
Jba luce favorisce il succhiamento e latraspirazione delle piante, e ciò stimolandoprobabilmente i loro organi ; mentre ungran numero di fenomeni prova che inquesto caso agisce principalmente comestimolante.
Tutti questi effetti provano che le pian-te devono sempre godere nelle araucere enegli stanzoni dei benefizii della luce ; cheanche quelle, le quali amano 1’ ombra,non devono essere troppo ombreggiate ;che in tutte le semine, in tutte le pianta-a 7