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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luce

negati da alcuni fisici, allorché venneroconfermati da esperienze della Sommer-ville nel i 825. Fece dessa conoscere unacircostanza che assicura e rende più facileil successo delle esperienze e consiste neldoversi esporre all’ azione del raggio vio-letto solo una parte dell’ ago, la qualedopo un tempo più o meno lungo, di mez-za ora a due ore, riesce il polo norte, cdascondere 1’ altra metà, nella quale risultail polo sud. Ottenne lo stesso effetto espo-nendo la metà dell’ ago soltanto alla lucesolare complessa attraverso una lastra divetro violetto. Di più osservò che il raggioindaco produce a un di presso l’effetto me-desimo, e che lo danno anche i raggi az-zurro e verde, ma in grado minore. Nonapparve alcuna influenza magnetica neiraggi giallo, lanciato, rosso ed in quellial di là del rosso, benché gli esperimentisi fossero continuati per tre giorni diseguito.

A. Baumgartner, nel ripetere 1’ espe-rienza della Sommerville, trovò un meto-do più pronto e più sicuro, avendo rico-nosciuto che un pezzo di acciaio dellagrossezza di un ferro da calzette comune,del quale una o più parti sono pulite, edaltre offuscate, se si espone all’influenzadella luce diretta e bianca del sole, pigliaun polo norte a ciascuna parte polita, edun polo sud in ciascun luogo non pulito.Ecco in che consiste il di lui metodo.

Baumgartner prende un filo d’ acciaioinglese , della grossezza dei ferri da calzetteordinarii, e lo riscalda in modo che si co-pra interamente di ossido nero. Dopo ciòtoglie l’ossido da uno o più punti delfilo metallico col mezzo di una pietra daaffilare ad olio, terminando di renderlo lu-cido con creta e legno di tiglio, in mododa formarvi zone lucenti di circa due o trelinee di lunghezza. L’ acciaio in tal modopreparato che presenta due o più zone al-ternate, lucide e fosche, esposto all’azio-

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ne diretta e viva del sole, si è trovato,dopo qualche tempo, fortemente magne-tizzato nel modo suindicato. Il tempo, apari circostanze, è proporzionale all’ in-tensità della luce solare sulle zone polite,e concentrandocela per mezzo di una len-te, è riuscito 1’ autore in pochi minutia produrre un magnetismo, che avrebbeabbisognato di molte ore con l’intensitànaturale del sole.

Un pezzo d’ acciaio polito soltanto inuna delle sue estremità, prende quivi unpolo norte, ed un polo sud all’ altra. Sela zona lucida occupa il mezzo, ivi simanifesta un polo norte, ed uno sud aciascuna delle estremità. Se, al contrario, ilfilo è lucido alle due cime, e non nelmezzo, le due estremità presentano duepoli norte, ed il mezzo un pòlo sud. Fi-nalmente, qualunque sia il numero dellezone polite disposte sopra un filo, ciascu-na di esse piglia il magnetismo boreale, ele zone oscure che separano le prime pi-gliano il magnetismo australe. Si può inquesto modo sviluppare un numero qua-lunque di poli magnetici, purché il filod’acciaio abbia una lunghezza propor-zionata al numero dei poli che si voglio-no avere. Baumgartner ha potuto ottenerefacilmente otto poli sopra un filo di ottopollici di lunghezza, ma, a dir vero, diun’intensità ineguale. Trovò costantemen-te che i poli estremi erano più fortidegli altri, e conservavano più lungamen-te il magnetismo. Fili interamente puliti, ointeramente coperti di ossido in tutta laloro superficie, non hanno acquistato per laloro esposizione al sole alcun magnetismo.Lo stesso è avvenuto d’ altri fili, sui qualisi erano formate linee lucide nel sensodella loro lunghezza. Tutti i risultamenli,dei quali si è fatto parola, sono gli stessi,quando i fili sieno nell’ egual modo di-sposti ; ogni sperienza fu ripetuta piùvolte senza dare effetti differenti. Non fa