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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luce

gli atomi del liquido si stacchino e vadanonella direzione della luce e quelli del saleper la forza che li rispinge, vadano insenso opposto, ad appoggiarsi contro lepareti del vaso. Questa ingegnosa ipotesisembra però abbisognare di più fatti chela confermino e tali da mostrar chiara-mente effetti consimili, i quali in vero sepotessero venir dimostrati darebbero cortoassai lume sugli effetti chimici della luceprincipalmente.

(SaINTE PrEUVE - PoUlI.IXT -

Berzelio — Legrand — Lamé — Che-vheci, — Macedonio Melloni — Fran-cesco Zantedeschi —7 Faustino Mala-Gi'Ti — Daguerre i— L. A. De Bre-bisson — Giovanni Herschel — Ci.au -

DET - MoSER - ChEVALIER - CHOISE-

eat - J. W. DrAI'ER — 11. Hcnt —

A. Paumgartner — Bartolommeo Bizio— Naturai Philosophy — G.**M )

Luce (Acqua di). Si prepara nellefarmacie quest’ acqua unendo 1’ ammonia-ca all’ olio volatile e rettificato di succino.Si adopera per eccitare il sistema ner-voso nei casi di apoplessia, di svenimen-to, e simili. E stata parimente usata consuccesso contro le morsicature di animalivelenosi, come quelle di vipera. L’ acquadi luce è di un aspetto latteo, a motivodell’ olio che vi si trova in parte, se nonin totalità, in uno stato di sospensione enon di soluzione. Siccome è riputata tantomigliore quanto più a lungo conserva ilsuo aspetto latteo, così l’autore della tradu-zione francese della Farmacopea di Londra ,ha descritto un metodo, mediante il qualesi può preparare un’ acqua di luce chegode in grado eminente di questa qualità.Un tal metodo consiste nel disciogliere inprincipio dieci a dodici grani di saponebianco in quattro once di alcole a 4°°,quindi nell’ aggiungervi uua dramma diolio di succino rettificato; nel filtrare que-sta soluzione e nel mescolarla a poco alla

Lucerna a i 5

volta con ammoniaca liquida della maggio-re concentrazione. Si dee agitine forte-mente nel tempo che si opera la mescolan-za ; e se si producesse una specie di spumaalla superficie del liquido, bisognerebbeaggiugnere un poco di alcole oleoso. L’ a-cqua di luce dee essere conservata in boc-ce ben otturate, poiché indubbiamente lasua proprietà stimolante risiede in granparte nell’ alcole che contiene.

fCnEVREUL.)

Luce di Buda. Si è dato questo nomea quella specie d’illuminazione che si ot-tiene alimentando la combustione dell’olio,del gas o simili con 1’ ossigeno puro inve-ce che con 1 ’ aria atmosferica. Se ne èparlato in questo Supplemento agli arti-coli Illuminazione (T. XIII, pag. 1 44 )e Lampana (T. XTI, pag. 208). Il no-me di luce di Buda venne dal paese do-ve abita Gurney, l’inventore di questometodo.

(G.**M.)

LUCENTEZZA. Lo stesso che luci-dezza, qualità di ciò che riflette la luce.

(Alberti.)

LUCERNA. Dopo quanto dicemmoagli articoli Illuminazione c Lampana nonci resterebbe che rimandare ad essi, comegià si è fatto nel Dizionario. Consentaneiperò al nostro proposito di tenere questaopera al giorno, quanto sia possibile, d’ogniprogresso delle arti, coglieremo questa oc-casione per accennare qualche innovazio-ne recentemente introdottasi nelle formedelle lucerne.

Abbiamo, per esempio, all’articolo Lam-pana (T. XVI, pag. 178 di questo Sup-plemento) veduto come fino dal i 852 siimaginassero in America lampone ad al-cole ed essenza di trementina, e comequeste venissero più volte sotto varii no-mi messe in campo dappoi ; e si è pureivi veduto (pag. 179 e 225 ) come aves-sero quelle lampone il difetto, a luce uguale,