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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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<li riuscire assai più costose che quellead olio. Ora fra noi venne chiesto per es-se un privilegio esclusivo, non sappiamotroppo con qual fondamento di novità.La bianchezza della luce che danno, lafacilità di accomodarle, 1’ evitarsi l’im-bratto dell’ olio e le noie che apporta lafacilità di congelarsi di esso, le fanno pre-ferire da molti di quelli, cui il maggiorprezzo non è un obbietto in confrontoall’effetto migliore; perciò non crediamofar cosa discara ai lettori dando loro lafigura e la descrizione del modo di co-struire queste lampane che è semplicissimo.Come adunque si vede nella fig. 2 dellaTav. XXXIX. della Tecnologia , il ser-batoio A può avere qualsiasi forma analogaa quella di una base di colonna comune,e tiene una apertura nella parte superiore,su cui si invita alla sua metà un tubo Bche arriva fino quasi al fondo del serbatoio,essendo ivi aperto liberamente. Alla partesuperiore questo tubo è chiuso da undisco di metallo saldatovi a forte, all’ in-torno del quale sono disposti varii minutiforellini in numero più o meno grande,secondo che occorre più o pieno di luce.Nel centro di questo diaframma avvi unpiuolo di metallo C che vi si invita sopra.Introducesi nel tubo B, dopo averlo inzup-pato nel liquore alcolico da bruciarsi, unfascio di cotone da lucignoli a fibre pa-ralelle che vi entri con qualche forza.Per facilitare 1’ introduzione di questolucignolo in guisa che i suoi fili restinoparalelli, se lo mette a cavalcioni di unlungo filo di refe doppiato che si passa pelforo, ove invitasi il piuolo C e col qualesi tira in alto il lucignolo. Quando questoè giunto alla distanza poco meno di uncentimetro dal diaframma, ove sono i fo-rellini, togliesi il filo, invitasi il piuolo C,mettasi il liquido nel serbatoio A, quindisi invita il tubo B al suo posto, e vi si in-fila sopra la corona D che dee portare il

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vetro E. Per accendere questa lampanasi ha un anello di ferro rivestito di cotone,o meglio di amianto, che si tuffa nell’ al-cole, si accende ed infilasi sulla parte su-periore del tubo B. 11 calore vaporizzauna parte del liquido onde è imbevuto illucignolo, od il vapore all’ uscire dai fo-rellini si accende. Si può allora ritirare1’ anello e mettere il vetro, poiché la lam-pana continua a bruciare da sé a guisa diquelle a gas, senza lucignolo apparente.Questo effetto viene da ciò che le fiam-melle riscaldano il piuolo C, il quale tras-mette il suo calore alla cima del tubo Bed al lucignolo abbastanza per continuarela vaporizzazione. Senza il piuolo C lalampana non continua ad ardere, e se sitocca il tubo B con le dita vedonsi tostole fiammelle scemare pel raffreddamentoprodotto. Il lucignolo dura alquanto a lun-go, massime se non si lasci mai mancare illiquido nel vaso A, e se 1’ altezza cui deequesto salire per capillarità non è mol-to grande. Tutte le cure si riducono adun-que a riporre questo liquido, il che si facon un imbuto pel foro, in cui è invitatoil tubo B, e cangiare quando occorre il lu-cignolo. A fine che quando si smorza lalampana il vapore non si sparga nella stan-za si ha uno spegnitoio a guisa di coper-chio che chiude esattamente la parte supe-riore del tubo.

Abbiamo pure accennato all’ articoloIlluminazione addietro citato (T. XIII diquesto Supplemento, pag. i4°) come siasiproposto di usare nelle lucerne la nafta, laresina ed i prodotti volatili ottenuti dalladistillazione delle sostanze combustibili bi-tuminose ; ed abbiamo ivi data la descri-zione e la figura di una lampana imaginatada Beale a tal fine. In appresso si rico-nobbe che la forza illuminante del gaspoteva essere notabilmente accresciuta,impregnandolo con nafta o Con altro li-quido volatile che contenga carburo di