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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Lccbrioere

idrogeno ; Clegg assicura che ««ducen-do il gas di carbone attraverso ,la naftaprima di bruciarlo, la sua luce divienemaggjormente brillante di più che un 5 oper o/o.In appresso Baggs immaginò, die-tro questo principio, una lampana a luceveramente abbagliante. Yedesi questa di-segnata nella fig. 5 , ed è semplicementeuna lampana comune A a nafta od altroliquido che dia molto fumo bruciando.Vedonsi in bb i lucignoli, in mezzo aiquali viene a cadere la cima di un beccoa gas C, i fori del quale, come si vede nellafigura, sono nella dil ezione dei raggi, edisposti in un piano verticale. Il bell’ ef-fetto dipende dal bruciarsi contempora-neamente il gas e la nafta, potendosi muo-vere il becco a gas, o la lampana a finerii combinare le fiamme nel miglior modopossibile. In tal guisa 1 ’ eccesso di carbo-nio che ha la fiamma della nafta e cheprodurrebbe fumo, combinandosi all’idro-geno del gas, viene portato all’incande-scenza, ed aumenta considerabilmente laluce, senza che v’ abbia fumo. Il modo dicombinare la lampana col becco a gasvenne dall’ inventore variato in parecchiemaniere ; ma quella che abbiamo descrittabasta a dare una idea del principio su cuil’invenzione si fonda, e del modo di farne1’ applicazione.

(G.**M.)

LUCERNARIO. Chiamano alcuni ar-chitetti una finestra di mediocre grandezzaaperta sopra tetto per illuminare i soffittied anche talora le scale o le stanze degliedifizii.

(Alberti.)

LUCERNATA. Quella quantità di olioche tiene la lucerna.

(Alberti.)

LUCERNIERE. Stromento comune-mente di legno, nel quale si tiene fitta lalucerna col manico.

Lucifuga ai 5

LUCIA (Legno di Santa). V. CiliegioMahaleb e legname da lavoro.

LUCIDARE. Copiare al riscontro del-la luce, sopra cosa trasparente, disegni,scritture o simili, la qual cosa si fa in di-verse maniere o con 1’ aiuto di carte tras-parenti di lor natura, o con carte unte adoggetto di renderle tali, o con laminettesottili di colla di pesce od anche con cartacomune fina da scrivere posta sopra spec-chi o veli tirati in un telaio, al disotto deiquali venga molta luce, sicché allora i se-gni appaiano attraverso la carta su cuisono e quella sovrapposta che riesconocosì semi trasparenti.

(Alberti.)

LUCIDO. Quella copia che si ottienecol lucidare ed anche lo strumento colquale si lucida.

(Alberti — G.**.\l.)

LUCIDONICO. Diedesi questo nome aduna specie di colori che si vendevano pre-parati allo stalo liquido, pronti ad usarsi,senza aggiunta di olio, di latte od al-tro, lucidi come una vernice, senza odoree che si asciugavano in 20 minuti, essendoquindi inalterabili all’ acqua ed al sole, epotendosi lavare alla stessa guisa di unmarmo. ’Erane inventrice certa Cosseronnel 1808 e varie prove fattesene avevanomostrato la molta loro durata. Il non ve-dersene tuttavia più fatto parola nei re-centi trattati tecnologici francesi, fa cre-dere che il loro esito non sia stato ditroppo soddisfacente.

(G.**M.)

LUCIFERO. Nome dato da alcuni aquei solfanelli a sfregamento, coi quali ac-cendesi il fuoco (V. Solfanelli).

(G.**àl.)

LUCIFUGA. Specie di insetto dell’or-dine degli ortotteri, così chiamato perchècerca l’oscurità. I naturalisti lo diconoanche blatta. Lo ricordiamo pei vari dan-ni che reca.

(Alberti.)