Band 
Tomo XXXIII. [Supplimento.]
Seite
218
JPEG-Download
 

21 8 Lumeggiare

Lucignolo. Quella quantità di lino oilaltro che mettesi sulla rocca per filarla.

(Alberti.)

LUCULLEO. I Romani davano que-sto nome ad un marmo nero, senza venedurissimo ed allo a ricevere bella politura,osservandosi nel luogo della segatura alcu-ni punti lucenti come oro. Ebbe il nomeda Lucullo, perchè questi fu il primo adintrodurlo in Roma portandolo dall’Egit-to. Se ne trova in Italia, in Germania ,nella Fiandra ed a Namur. Gli Italiani lodicono nero antico ed altri lo chiamanomarmo dì Namur. (V. Marmo ).

(Luigi Bossi .)

LUF, LUFFA. V. Serpentari.

LUFFO. Dicesi nelle arti di lina cosaravviluppata e ravvolta insieme senza or-dine, e particolarmente parlando di stop-pa, di lino, di cotone, di panni e di si-mili cose.

(Alberti.)

LUGGIOLA. Y. Trifoglio acetoso.

LUGLIATICA. Vale che viene delmese di luglio, ed è specialmente aggiuntodi vite e di uva che matura in cotal mese.

(Alberti.)

LUGLIOLA. Lo stesso che Lugliatica.

(Alberti.)

LUIGI. Nome di varie monete d’ oroe di argento (Y. Moneta).

(Alberti.)

LUMACONE. Propriamente lumacagrande ; ma molti dicono anche lumaconeignudo alle lumache comuni.

(Alberti.)

LUME. V. Illuminazione, Lampana,Lucerna.

Lume. Chiamano i pittori que’ puntiche lasciano più chiari per imitare la ri-flessione della luce che ha luogo soprale cose illuminate.

(Alberti.)

LUMEGGIARE. Dicono i pittori delpone colori più chiari nelle parti più lu-

Ll'MICINO

minose delle imagini dei corpi che rap-presentano. (Alberti.)

LUMETTINO, COIETTO, LUMI-CINO. Piccolo Innie e più specialmentequello che tiensi nelle stanze la notte. Del-la forma più comune di questi lumicinisi è parlato all’ articolo Lampana del Di-zionario (T. YII, pag. 270), ove si è purdescritta la forma di quelli che vengonoda Germania . Alcune avvertenze intornoall’uso di questi meritano però di venire no-tate, e sono che il vaso in cui galleggianosia piuttosto spanto ad oggetto che 1’ ariapossa girare liberamente intorno alla fiam-ma e di evitare che siavi da un lato qual-che rialzo ad oggetto di paralume od altro,perchè facendo affluire 1’ aria più da unaparte che dall’ altra, fa piegare la fiammache spesso ghigne a bruciare il sovero delporta lucignoli, e il dischetto medesimoin cui è infilato il lucignolo. Può farsiquesto lùcignolo anche con una striscia dicarta rotolata, in modo da formarne un pic-colo cilindretto. La più semplice manieraperò di preparare un lumicino da nottesi è quella di prendere un pezzetto dicarta, ravvolgerlo a guisa di cono, allar-gandolo molto alla base e torcendolo allacima, quindi poggiarlo al fondò di un va-so d’ olio molto spanto, cosicché la puntaemerga al di sopra. E da notarsi comecosa veramente ridevole che questa ma-niera semplicissima ed antichissima di co-struzione dei lumicini da notte venne an-ni sono annunziata come nuova invenzio-ne in Francia da certo Cauchoix.

Ad oggetto di conoscere le ore mollicombinano col lumicino da notte un orino-lo la cui mostra lasci vedere le ore. Alcu-ni, e sono i più antichi, hanno la mostradi metallo con le ore traforate, ed invecedell’ indice hanno un disco con un traforoche lascia vedere 1’ ora sola che occorre ;questi, come è naturale, non indicano i mi-nuti. I migliori però sono quelli a mostra