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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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tempo molto importanti. Laonde, fintantoche una lunga serie di osservazioni nonavrà provato, che questi cangiamenti sidistribuiscano con precisione sulle epo-che dei punti lunari, conforme alla loronatura, ed a quella di questi punti, nullasi potrà sostenere affermativamente sul)" in-fluenza della luna nei fenomeni meteoro-logici, e le ragioni addotte per avocarla in■dubbio, continueranno a sussistere in tuttala loro forza.

I rozzi agricoltori, ed anche molti di quelliche tali non sono, credono inoltre che laluna abbia grandissimo influsso sulla vege-tazione. 11 Ite osserva pertanto giustamen-te che, anche senza negare l’influsso dellaluna, considerata come uno de’ grandi cor-pi del sistema planetario, 1’ azione di essanon può riuscire che quasi impercettibilesopra i fluidi chiusi in canali minutissimidelle piante, posta al confronto delle variecondizioni dell’ atmosfera, dell’ indole delterreno ed altre che concorrono alla vege-tazione. Dice avere con le proprie osser-vazioni riconosciuta insussistente l’influen-za lunare, provata del resto anche dallacontraddizione che regna fra gli agricoltori,i quali hanno gran fede alla luna per unastagione e non l’hanno per l’altra.

Un pregiudizio che importa specialmen-te di essere combattuto si è quello dei dan-ni attribuiti dagli ortolani e dai giardinierialla luna rossa , cioè a quella che, inco-minciata in aprile, giugne al suo plenilunionegli ultimi giorni di quel mese, o piùordinariamente nel corso di maggio. Se-condo la loro opinione le giovani foglie ele gemme delle piante che si trovano espo-ste alla luce della luna nei mesi di aprilee di maggio divengono rosse, cioè a diresi gelano, quantunque il termometro simantenga nell’ atmosfera a parecchi gradisopra lo zero. Aggiungono in oltre, che sein circostanze di temperatura del restoaffatto eguali, si frappongano nubi o ripari

Luxa

artifiziali ai raggi lunari ed impediscanoloro di giungere alle piante, le gemme siconservano intatte. Questi fenomeni alprimo aspetto sembrano indicare che laluce del nostro satellite sia dotata di unaqualità frigorifica assai sensibile, e tale in-fatti era la conseguènza che se ne solevaricavare. Ma quando si consideri che que-sta luce concentrata al foco dalle maggiorilenti o di grandi specchi di riflessione sullapalla di un termometro abbastanza delica-to per segnare il centesimo di grado, nonproduce il minimo movimento sulla colon-na del mercurio, la luna rossa nello spiritodei fisici trovasi relegata fra i pregiudizi!del volgo, ed associata alle pretese influen-ze delle fasi lunari sul cangiamento deitempi; mentre dall’altro canto gli agricol-tori si mantengono tuttavia nella persua-sione che i raggi di essa raffreddino tuttociò che giungono a colpire. Chiunque siaaddimesticato attualmente cogli effètti dellairradiazione notturna scorge facilmentequanto sia facile conciliare queste due opi-nioni in apparenza così opposte fra loro.

Basterà soltanto rammentare che in untempo serano le piante possono, per ef-fetto della irradiazione verso lo spazio, di-scendere ad una temperatura di 6, 7, edanche 8 centigradi al di sotto della tem-peratura dell’atmosfera che le circonda, eche tali differenze spariscono quando ilcielo è coperto di nubi. Ora nelle nottidei mesi di aprile e di maggio la tempera-tura dell’atmosfera non è d’ordinario chedi 4, 5, o di 6 centigradi al di sopra dellozero ; nullaostante le indicazioni del ter-mometro, le piante esposte alla luce dellaluna, cioè a dire ad un cielo sereno, pos-sono adunque gelarsi, poiché la irradiazio-ne fa loro perdere da 7 ad 8°. Al contra-rio se la luna non brilla, se il cielo è co-perto, la irradiazione è pressoché distrut-ta, la temperatura delle piante si abbassaappena al rii sotto di quella dell’ atmosfe-