24o Lltisei.i.a
nei gineprai, che infestati sono dai girino-sporangi, ed in molte altre piante, che losono dalle puccinie.
La prudenza non vuole quasi mai, chesi cerchi di levare una lupa d’ una certagrossezza dal tronco d’ un albero, se siama di conservarlo, perchè la piaga vi sichiude difficilmente, oppure si trasformainvece in ulcera incurabile ; se poi la lupasi trova sui rami, sarà meglio tagliare ilramo stesso, che levarne la lupa. I)el re-sto ben di rado succede che le lupenuocano molto al crescimento degli alberi,nemmeno di quelli che ne restano assaisfigurati, anzi spesso, e soprattutto nell’ ol-mo, migliorano la qualità del legno.
(Dchamei. — Bosc.)
Lupa. Specie di rete in forma d’imbu-to, che viene assicurata nelle acque pocoprofonde col mezzo di tre pertiche, dueanteriormente e l’altra alla punta. Quandosi vuol pigliare il pesce già entrato nellalupa, per essere stato scacciato dal suoritiro col mezzo d’ un bollerò, si alzanoimprovvisamente le due prime di questepertiche.
(Bosc )
LUPAIO. Quegli che fa 1' agguato ailupi scavando fosse e coprendole di erba otendendo loro altra simile insidia.
(Alberti.)
LUPINACCI. Y. Lupinella selvatica.
LUPINAIO. Colui che vende i lupini.
(Alberti.)
LUPINELLA. La proprietà che tienequesta pianta di vegetare nei terreni piùaridi., quali sarebbero i cretosi, i calcarei,gli argillosi, quelli formati di vecchie con-chiglie quasi fossili, i montuosi sterili, e si-mili,l’ha resa con ragione molto accreditatapresso gli agricoltori all’ oggetto di forag-gio. Non è per questo che ancora nei fon-di sostanziosi, freschi e profondi non po-tesse ottimamente dar profitto ; ma inquesti tornerà meglio impiegare il trifo-i
LlTINEI.f.A
glio o l’erba medica. E vero che seminan-dola in una terra grassa si otterrebbe iomaggior quantità di quello che si potesseraccogliere in una magra, ma è sempre diqualità inferiore, non divenendo gli ani-mali che se ne cibano cosi vigorosi, e diuna carne cosi solida, come con quellache ha vegetato in fondo sterile. Leterre umide o paludose poi non le con-vengono assolutamente. Osserva Gilbert,che dove si trova spontanea la romice, laossalide, i giunchi, la ginestra, e simili,parimente non vi riesce.
Riguardo poi all’ esposizione può dirsiessere la migliore quella a mezzogiorno,sopra le colline, o sui poggi inclinati.
La semina può eseguirsi in tutti i mesidell’ anno, fuori che nei più rigorosi del-l’inverno 5 ma il tempo più adattato si èun poco avanti la primavera. Si dee pre-ferire il seme più giovane, non ostante chesi conservi buono anche per tre anni, spe-cialmente se sia rimasto nei suoi baccelli.Dee poi essere lucido, intero ed asciutto.Secondo che la terra è grassa, o magra sene impiegherà minore o maggiore quanti-tà. Usano alcuni di seminarlo col grano,con la vena, con forzo, o con la segala,all’ oggetto non solo di compensare pelprimo anno col prodotto di qualcuno ditali cereali la mancanza di questa piantaleguminosa, la quale fino al secondo annonon giunge a dare alcun prodotto, maancora per proteggere dall’ ardore del solele giovani piante. Meglio però si è di se-minarla sola, poiché i suddetti graminaceisoffocano la nascente semenza eie tolgonouna parte non indifierente di alimento. Ilcombinare nella semina un tempo piovoso,e il non ritardarla piti della metà di mar-zo, influiscono dando una più ubertosaraccolta.
Riflettendo alla natura della radice, edalla sua durata nel medesimo terreno, ovepuò mantenersi vigorosa da 8 a 1 5 anni,