Ll’I'INEI.I.I
è facile comprendere che quanto più sa-rà stato disposto con profondi e ripetutilavori, tanto più fàcilmente riuscirà la pianta. Ordinariamente si fa un buon lavoroverso la fine dell’ autunno, un altro se neripete nel corso dell’ inverno ed un terzoal tempo della semina, eseguita la quale ènecessaria l’erpicatura. Gioverà lo sparge-re avanti 1’ ultimo lavoro del letame benconsumato, ma si trovò essere utilissime leceneri, la filiggine, la marna e la calce.Il gesso reca molto vantaggio, ma convienespargerlo nel secondo o nel terzo anno,cioè quando la pianta si mostra in pienovigore. Da molte cause può dipendere, chenon tutta bene, od egualmente, nasca la lu-pinella, sicché converrà riempierne i vuoticon una nuova semina, per cui non tar-deranno a comparire piante che prestoraggiungeranno le prime. Vi è chi usaanche nel primo anno tagliarla, o farla pa-scere sul luogo, ma ciò non permettealle radici di acquistare forza bastante, esi corre il rischio che le piante recise inun’età sì tenera periscano, o per lo menonon presentino che una lenta vegetazione.
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pere il prato, e rinnovarlo interamente, sapure noi si destini ad una semina ili grano.
La raccolta si eseguisce avanti che lapianta abbia tutti i fiori aperti, mentreprima di tal tempo sarebbe poco alimen-tare, e dopo riescirebbe dura. Si dee sce-gliere un buon tempo, acciò possa, pron-tamente asciugarsi ; diversamente se èumida imputridisce, o sobbolle, prendendoun sapore molto disgustoso. Ma non si-deenemmeno riporre molto secca, diversa-mente i fiori e le foglie cadono, non rima-nendo che i nudi steli. Viene riferito unsemplicissimo metodo per diseccare la lu-pinella nel suo vero [muto, acciocché, ri-posta non sia suscettibile di fermentare per1’ umidità, nè di perdere la fronda peressere stala soverchiamente seccata. Lepiante finalmente che si riserbano perseme devono raccogliersi quando i primilegumi sono ben maturi, ma non già quellidella cima che devono essere appena alle-gati. Si taglia nella mattina per quindiportare le piante nella sera dello stessogiorno al coperto, ove dopo di essersilentamente asciugate si batteranno per
Non deesi adunque segarlo che nel secou-jraccogliere il seme. Con un coreggiato, condo anno, al qual tempo è suscettibile di un rotolo, o con una pietra piana si separa
il seme dal legume ; ma in molti paesi si
dare i o 5 raccolte nell’ anno medesimo,ed anche 4 o 5 se si abbia il vantaggio del-l’irrigazione. Ordinariamente però non èin tutto il suo compiuto vigore che nelterzo anno. Sono d’opinione alcuni colti-vatori che dopo il primo taglio possano
risparmia una tale fatica, necessaria soloquando si tratta di darlo in cibo al bestia-me od al pollame, non già qualora debbaserbarsi per la semina.
Trattandosi poi di climi temperati è cer-
farsi pascolare le nuove messi dal bestia-;to che la coltura dell’altra specie di edisa-me ; ma 1’ esperienza dimostra che un tal j ro, detta sulla ,o edisaro spagnuolo permetodo non riesce di economia, essendo|uso di foraggio vi dee ottimamente rie-minore la quantità del foraggio che si ot-jScire. Un terreno sostanzioso, profondotiene quindi dalle piante adulte, e bene,e facile ad essere penetralo, le conver-sviluppate. I vecchi prati di lupinella rebbe particolarmente ; ma 1’ esperienzasi potranno ravvivare con raschiarli più ha dimostrato che si adatta molto benedi una volta con 1’ erpice a punta di ancora nei fondi argillosi, i quali poiferro, e nel tempo stesso con lo spargervi j vengono da esso resi più docili e più fo-la calce polverizzata ; ma quando la metà cóndi. Nell’isola di Malta , è il foraggiodelle piante è quasi perita converrà rom-fordinario, e vi si semina dall’ aprile allaSitppl. Db. Tee. T. XIX. 5i