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trifogli,'ove questi possono vegetare. Lanatura 1’ ha destinata ai terreni che nonpossono nutrire nè 1’ una nè 1’ altra diqueste due piante.
Termineremo questo articolo d’ un ar-gomento tanto interessante all’ agricoltura,col riferire le notizie date dal Baroned’ Ilombres Firmas intorno ad alcune av-vertenze sulla coltivazione della lupinella,le quali, quantunque riguardino altri paesiche i nostri, pitssono tuttavia essere d’utilenorma agli agricoltori in generale.
La lupinella coltivasi molto in grandein alcuni comuni del dipartimento delGard, e da lungo tempo è ivi molto ap-prezzata dai villici che attribuiscono adessa il loro ben essere. I più vecchi si ri-cordano e convengono tutti che prima chequesta pianta s’ introducesse fra loro legregge erano assai meno considerevoli, nonvi aveva una metà degli animali da lavoroche s’impiegano in oggi, le quantità di ter-re lavorate erano minori, e quelle pure da-vano meno buone raccolte per mancanzadi lavoro e di concimi. Le spese di colti-vazione della lupinella non sono grandi, ilseme essendo di poco costo e non conci-mandosi la terra a meno clic non si ab-biano letami di avanzo, che in tal casosono ben lungi dall’ essere perduti. Sidà una prima aratura in novembre onel dicembre, un mese dopo se ne dàun’ altra, e si semina nel principio diaprile, facendosi i lavori con 1’ aratro delpaese cui si attaccano due buoi o due mule.Si semina a mano, impiegando presso apoco due volte più di sementi che pelfrumento, perchè il foraggio fitto è piùdelicata, i suoi steli essendo meno forti :si passa poi sulla terra 1’ erpice per co-prire il seme, od, in mancanza di questostromcnto, si adopera per ispezzare le gle-be ed innalzare la terra un'gralirco od unalavola su cui sale il conduttore del cavalloche lo trascina. Facendo levare le pietre,
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almeno quelle più grosse e più apparenti,la lupinella riesce meglio e può falciarsipiù vicino a terra. Quando v’ abbiano al-beri isolati nel mezzo di un terreno si hamolta cura di lasciare un intervallo intornoad essi senza seminarvi la lupinella, essen-dosi vedute perire senza altra causa appa-rente noci e grosse quercie; in tutte le lo-cazioni che si fanno perciò in quel paese,prescrivesi di lasciare vuoto un circolo didue passi di raggio intorno agli alberi e dilasciare la stessa distanza dai filari di gelsiche orlano o dividono le terre. Seminasitalvolta la lupinella con una specie di orzoo con 1’ avena, anticipandosi di un mesein tal caso la seminagione ed ottenendosiil raccolto lo stesso anno; la cosa è peròmeno utile che non si crede, imperocchéle due piante unite si danneggiano 1’ unacon l’altra, sicché riescono meglio separa-te. Le alternative di gelo anche debole edi scioglimento del gelo, nuocono molto aquesta pianta mentre è giovine, benché unfreddo anche più rigido non le rechi dan-no quando è giunta ad una certa forza.
Destinandola al nutrimento degli ani-mali falciasi verso la metà del maggio, du-rante la fioritura. Quando vogliasi racco-glierne il seme si falcia più tardi, come oradiremo. La raccolta del primo anno nonè gran cosa, ma nel secondo è già abba-stanza copiosa, poiché nelle terre adattategiugne all’altezza di 7 decimetri. Un cam-po di due ettari produce 20 carrettate di10 quintali metrici.di foraggio secco. Quan-do la temperatura è favorevole si fa unaltro taglio al principio di agosto che ren-de presso a poco un quarto del primo diguaime tenero che serbasi pegli agnelli. Leterre devono però essere molto buone perpoter dare due raccolti. La lupinella seccaritiene un- bel verde, conserva un odoregradito, tutti i bestiami 1’ amano moltoed è un cibo molto sano e non indigestocome 1’ erba medica, potendo darsi ai