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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luteo:,ina

uà’azione eccilanle sul sistema arterioso,al contrario della digitale. Per questo mo-tivo nelle febbri di diatesi stenica, deb-besi considerare come eccitante, e forsenon utile. Sebastiano Fusconi di Ravenna ha usato con molto successo la luteola inpolvere unita alla genziana, per vincere lefebbri intermittenti prodotte da miasmipaludosi e da cattivo nutrimento. In unalettera avvertiva anni sono esser necessa-rio, per averne buoni effetti, che questepolveri operino scariche copiose, ed ancherisveglino il vomito, od almeno nausee esconcerto di stomaco : che perciò neisoggetti deboli e nelle donne isteriche odelicate, non è bene usarle atteso il trop-po disgusto che cagionano. E stala pro-posta non solo la polvere delle fogliesecche, ma anche la loro infusione e l’es-tratto ; il quale, però perde, invecchiandooltre 1’ anno, qualcosa della sua efficacia.

Da questi fatti risulta che anche per lesue mediche proprietà può la luteola mag-giore acquistare nel commercio qualcheimportanza.

( Antonio Targioni Tozzetti —Antonio Bkucalassi. )

LUTEOLTNA. Chevreul diede questonome al principio colorante della guaderel-la da lui ottenuto allo stato di purezza; ilnome di luleolina deriva da luteola, che èP aggiunto che distingue quella reseda cuidicesi appunto guadarella.

La luteolina è volatile, e sublimandosicristallizza in aghi ; i più lunghi sono tra-sparenti e di color giallo pallido, i piùpiccoli, riuniti sulla parete del vetro, sem-brano di colore più scuro ed hanno unaspetto vellutato. E piuttosto acida chealcalina ; è solubilissima nell’ acqua, equantunque la colori appena, le dà la pro-prietà di tigncre di un bel colore gionchi-glia la seta e la lana preparate dapprimacon 1’ allume. Tigne d’ oliva grigio la setae la lana preparate con un mordente di

Loto 2Gì)

ferro, è solubile nell’ alcole e nell’ etere eli tigne in giallo. Con la potassa forma unacombinazione solubile di color d’oro che,stando a contatto dell’ aria, passa poco apoco al giallo verdastro, indi al fulvo ;per via di doppie decomposizioni può farsicombinare la luteolina con altre basi : siunisce facilmente cogli acidi.

(Berzelio.)

LUTIFIGULO. V. Vasaio .

LUTO. Come già notossi nel Diziona-rio , i luti adoperati nelle arti sono di duesorta, gli uni servendo ad intonacare ester-namente alcuni vasi in tutto od in parte,glialtri ad otturare quelle fessure che riman-gono nelle varie parti di un apparato neiluoghi dove si congiungono insieme e lequali si vuol impedire che lascino entrar1’ al ia esterna od uscire i gas e vapori chenell’ interno si formano. Diverso essendoIo scopo e diversa pjur la natura di questedue specie di luti, tuttoché si confondanosotto il medesimo nome, ne parleremoseparatamente, riportandoci sempre all’ar-ticolo del Dizionario , per evitare le ripeti-zioni di ciò che in quello si è detto.

I vasi i quali s’ intonacano col lutodella prima sorte sono quelli che difficil-mente resistono all’azione del fuoco nudo,o ad un calore molto gagliardo senza rom-persi. Tali sono, per esempio, i vasi dimaiolica, e soprattutto quelli di vetro. Fraquesti vasi le storte sono quelle, nelle qualisi usa principalmente una tale precauzione;e siccome 1’ azione del fupco agisce sopratutto il corpo delle medesime, così si de-vono lutare fino al colio, ed anche unpo’ più abbasso, qualora il principio diquesto sia soggetto a poggiare sopra unaparte molto calda. Si dee però aver atten-zione che il luto sia egualmente distribui-to su tutte le parti dell’ intonaco ; per-ciò si prenderà, per esempio, la storta pelbecco con una mano, e con l’altra sistenderà uno strato uguale di luto per