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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luto

ili staccare prontamente una parte dol-P ultra. Gli altri luti di calce hanno lelinone qualità del precedente, sono altresìpiù tenaci, e possonsi anche adoperare perotturare le piccole screpolature diesi (or-mano in alcuni casi di vetro, i quali perònon sieno destinati a ricevere acidi troppoconcentrati ed attivi. Hanno però ancoramaggiore, il difetto di aderire soverchia-mente alle parti sulle quali si applicano.Tutti questi luti, del resto, sogliono usarsistendendoli sopra strisele di tela per rav-volgere le giunture con esse.

Il luto grasso si prepara a quel modoche si è detto nel Dizionario con olio dilino ed argilla ; od anche con olio di linoe creta o con cera gialla, trementina eterra rossa, come si disse pure nel Dizio-nario , all’ articolo Mastice, parlando delmastice molle e del mastice dei vetrai ( T. Vili, pag. ai^). Per chiudere lecommettiture da non esporsi a forte calorepuò anche usarsi un semplice miscugliodi 16 parti di cera e di una e mezza adue di trementina. Questa specie di luti èmolto migliore delle precedenti per impe-dire la uscita e dispersione dei vapori cherisultano dalle materie rinchiuse nei vasi.Bisogna però aver attenzione di sten-derlo a forma di strati sopra le giun-ture guardando hene che le parti su cuiviene steso, sieno precedentemente beneasciutte ; altrimenti questo luto divieneinutile, poiché i vapori si fanno stradaattraverso di esso, attesoché I’ umiditànon permette al luto di ben attaccarsialle parti anzidette. Un altro inconvenientedì questo luto è quello di ammollirsi perP azione d’ un molto forte calore. Si do-vrà perciò aver la precauzione di coprir-lo con un pezzo di tela fitta, o megliocon un pezzo di pelle, per impedire chesi dilati facilmente sull’ apparalo. Que-sto luto si può conservar lungamente te-nendolo entro vasi chiusi in luogo fre-

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sco. Quando si debba adoperare, o siasecco in modo, da non potersi facilmen-te maneggiare , si rende atto a ciò ri-scaldandolo un poco. Qualora per 1’ etàsia divenuto troppo secco, si tornerà adimpastare con nuovo olio di lino Iitar-girizzato come sopra, e ne risulterà unluto di miglior qualità che prima. L’oliocon cui s’impasta 1’ argilla rende quellameno atta ad indurirsi, e meno attaccabiledai vapori che se fosse stata impastalacon 1’ acqua. Quest’ olio però col mezzodella cottura si combina col litargirio,pel che contrae un certo grado maggioredi consistenza, e diviene più alto a riunirinsieme le parti dell’ argilla thè con quel-lo s’impasta.

Parecchi luti a base resinosa venneroindicati nell’ articolo Mastice del Dizio-nario ed anche la gomma lacca semplicepotrebbe servire, nei casi soltanto però incui i pezzi quasi esattamente si comba-ciassero, sicché riuscendo lo strato del lu-to estremamente sottile, non si potessefendere contraendosi pel raffreddamento.Un luto resinoso che serve assai bene ap-plicato a caldo ottiensi fondendo insiemequattro parti di colofonia con una di cera,e mescendovi bene una parte di mattonepesto in polvere finissima.

Si prepara un luto eccellente medianteolio di lino nel quale siasi disciolta conl’ebollizione della gomma clastica pura, ag-giugnendo terra da pipe, pestando ognicosa finché la massa sia resa omogenea, te-nace e suscettibile di modellarsi fra le dilasenza appiccarvisi. Questo luto per esserbuono, dee venire pestato lungamente. Sene può preparare in grande quantità, econservarlo in vasi coperti ed in luogo fre-sco. Non s’ indurisce quando contienebastante quantità di gomma elastica fusa.Riducendosi troppo duro, si ammolliscepestandolo di nuovo, e specialmente aggiun-gendovi un poco d’ olio di trementina.