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uh terreno buono passare ail uno sterilee selcioso ; ma vi pelale più d’ un terzodella sua naturale grandezza.
Le macchie che trovami sopra alcunesemenze e frutta, sembrano d’ un genereassai diverso ; e ne parleremo quando sitratterà della Nebbia (V. questa parola).Ver conservare le piante screziate bisognainnaffiarle sovente ed a larga mano, per-chè il caldo ed il gran sole stimolan-dole soverchiamente, le fanno ritornare alverde generale. Ciò avvenne molte volteal Re coltivando 1’ arundo pietà versico-Inr di Linneo , la quale non adacquata inestate perdeva quelle bianche strisele chela fanno accogliere in tutti i giardini. Inquesto caso la malattia chiaramente deeattribuirsi alla mancanza di quello stimoloche vieiie con energia esercitato dalla lucee dal calorico.
Filippo Re narra essere stato moltevolte testimonio del seguente fatto, cheprova la verità di quanto si è detto finqui. Da Firenze procurossi più volte del-ie sementi di cavolo a falpalà, dipintoa più colori. Seminate in Lombardia re-plicalamente, appena appena talora neaveva una pianta che presentasse qualchepiccolo indizio di essere macchiata. Ciòper altro non succedeva che nel pri-mo anno, mentre nel secondo tornavanotutte al colore solito delle foglie del cavo-lo verza. Questo si combina benissimo con1' enunziata teorica. Il terreno di Lombar-dia, assai più fertile di quello della Tosca-na , fa sì che le piante nutrendosi a lorovoglia si trovino- in uno stato tale che ese-guire devono tutte le loro funzioni in mo-do da non presentare verun’ orma di re-mota debolezza. Da ciò si può ancorarilevare la ragione per la quale certi er-baggi a più colori, di cui ci vengono le se-menti da Parigi o da Londra , ritornino inbreve al loro primo essere.
Le macchie che vengono sulle foglie
Macchina
del gelso formano una particolare malattiadi quella pianta, ma ci riserbiamo di par-larne all’ articolo Seccume, che è il nomesotto al quale generalmente viene cono-sciuta.
(Filippo Re.)
Macchia, Macchione. Bosco folto diarboscelli (V. Bosco).
(Alberti.)
Macchia. Dicesì anche per Siepe (V.questa parola). (Alberti.)
MACCHIARELLA. Piccola macchianel significato di bosco folto.
(Alberti.)
MACCHINA. Non può stabilirsi conesattezza la differenza che passa fra unutensile ed una macchina ; può dirsi sol-tanto che il primo in generale è più sem-plice, ed abbisogna di essere guidato dalladestrezza della mano, mentre invece lamacchina è sempre complicala più o meno,opera spesso da sè anche mossa da maniinesperte, e sovente eziandio da forze mo-trici meccaniche semplicemente e capacisolo di dare un dato movimento regolareed uniforme come sono gli animali, l’acqua,il vento, il vapore. Sovente 1’ unione divari utensili ne forma un altro più com-plicato ; tal’ altra ancora ne risulta unamacchina. Così, per esempio, la macchinaa vapore riceve la forza prodotta dallacombustione del carbon fossile, e la co-munica ai rotismi dell’ officina che ponein moto, ed i quali mutando opportune-mente la direzione e la forza ne traggonoquegli effetti mirabili per cui sembranodotati quasi di intelligenza, e conduconoa termine con sollecitudine e perfezionequei lavori che esigerebbero altrimenti laoccupazione di operai i quali con lungotirocinio avessero acquistata 1’ abilità ne-cessaria. Invece lo scalpello, la sega, lalima e simili danno lavori più o menoesatti e perfetti secondo la perizia di chigli adopera. Malgrado questa distinzione,