Macchina
tavoli <h sè, aiutato dalla sua famiglia <da qualche operaio a giornata, o final-mente i prodotti sieno variati, viene astabilirsi una specie di compensazione sin-golare, che fa in qualche modo scema-re l’estensione delle oscillazioni, che incaso diverso proverebbe il prezzo dellavoro degli operai. Questa compensa-zione deriva dall’ intervento dei commis-sionarli, specie intermedia di negozianti,che posseggono capitali più o meno con-siderevoli, e che quando un oggetto, delquale fanno commercio, ribassa -notabil-mente di prezzo, ne coni]'erano grossis-sime partite, con la speranza di rivendei locon guadagno, quando costi più caro. Neitempi ordinarli questi individui operanocome fattori od agenti di diverse case, efimno assortimenti d’ oggetti al piezzodella piazza, per conto dei venditori al mi-nuto tanto nel paese quanto fuori. Hannoperciò diversi magazzini^ dove depositanotanto le commissioni che hanno ricevute,quanto le mercanzie che hanno compeiatoquando ne era ribassalo il prezzo. Il lorointervento esercita adunque sulla piazzaun effetto analogo a quello del volantedelle macchine, cioè regolarizza i prezzi.
Nei grandi stabilimenti l’eccesso di pro-duzione porta ad un effetto totalmente di-verso. Quando 1’ eccesso delle oflèi te hafatto ribassare il prezzo di vendila, accadeuna di queste due cose ; o scema sola-mente la paga dell’ operaio, od ancorail numero delle ore di lavoro. Nel primo :caso la produzione segue il suo corso, ;nel secondo scema. Le offerte divengono iproporzionate alle richieste ; e quando :la mercanzia venne tutta esitata, il suo :prezzo cresce di nuovo. A prima vista ]quest’ ultima situazione di cose sembra ipiù vantaggiosa tanto al fabbricatore quan- 1to all’ operaio ; ma eccettuato il caso in icui sieno pochi quelli che si occupano ;del ramo particolare che è in decadenza, i
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questa disposizione presenta molte diffi-coltà. Infatti non può adottarsi se nonper una convenzione fatta tra i (abbi icatorio Ira gli operai, o meglio per una conven-zione reciproca fra gli uni e gli altri perinteresse comune. Ma una convenzione fragli operai è sempre difficile e sempre di-sturbata dagli inconvenienti di una ciecaopposizione contro coloro, i quali, in con-, seguenza della libertà del loro giudizio,sono disposti a non agire secondo 1’ opi-nione dei più. D’ altra parte le conven-zioni tra i fabbricatori restano senza effettose non vi si conformano tutti, nessuno ec-cettuato ; poiché se uno solo, possessoredi maggior capitale, fa lavoiore più operaiche ognuno degli altri in particolare, sitrova subito in grado di vendere i suoiprodotti ad un prezzo inferiore a quelloche gli aldi hanno convenuto fra loro.
I’cr riguardo all’ interesse del consu-matore, considerato isolatamente, la qui-stione è affatto diversa. Quando Peccessodelle mercanzie offerte ha prodotto un ri-basso considerevole nel ['lezzo di un og-getto, subito questo ribasso medesimo pro-duce una nuova classe di consumatoli, edaccresce la consumazione per parte diquella classe che ne faceva uso anche pri-ma. 11 ritorno adunque al primo prezzoè totalmente opposto all’interesse di que-sti due generi di consumatori. E poi un(atto egualmente certo, che la diminuzionedi guadagno del fabbricatore per 1’ abbas-samento del prezzo, è un forte stimoloal suo ingegno, e per indurlo a cercarnuovi mezzi di procurarsi a miglior prez-zo le materie prime, ad inventare perfe-zionamenti di macchine per iscemare il[irezzo di fabbricazione, od a far cangia-menti nella disposizione interna della suafabbrica per renderne più perfetta l’am-ministrazione. Se uno o lutti insieme que-sti tentativi gli riescano, ha subito ottenutoun reale vantaggio. Da una parte un nu-