agi Màcchia
mero maggiore di individui può procurarsi1’ oggetto fabbricato a minor prezzo, e dal-l’altra, quantunque minor guadagno risultial fabbricatore per ogni oggetto speciale,siccome ne fabbrica una maggior quan-tità, così i suoi guadagni sono più spessoripetuti, e quindi al fine dell’ anno avràda ultimo guadagnato lo stesso. Finalmenteil fabbricatore e 1’ operaio avranno menoda temere le oscillazioni delle richieste,perchè lavoreranno per un numero mag-giore di consumatori abituali.
Sembra essere importantissimo 1’ esami-nare nella storia di qualunque industria,se i tempi in cui i prodotti che offre allaconsumazione hanno sovrabbondato, nonabbiano sempre dato luogo in quel generestesso d’industria all’invenzione di qualcheperfezionamento meccanico o di qualchenuovo metodo di fabbricazione; e sarebbeutile egualmente il mostrare di qual au-mento di fabbricazione sia stato sorgenteognuno di questi cangiamenti. Probabil-mente nel far questa indagine si troverebbeche f aumento della quantità che si puòfabbricare col capitale stesso, per mezzod’ un nuovo perfezionamento, è sempreabbastanza considerabile per far fruttareal fabbricatore il suo capitale quanto gliavrebbe fruttato impiegandolo in qualun-que altra maniera.
Ammettiamo pnre che nel caso di unasovrabbondanza di prodotti d’ uno stessogenere d’industrie, non si scopra alcunmezzo di lavoro più economico, e chela produzione prosegua ad essere mag-giore del bisogno dei consumatori. In talestato di cose è chiaro che questo genered’industria richiederà troppi capitali; sce-merà il guadagno dei fabbricatori, e dopoun certo tempo alcuni si volgeranno adaltri generi d’industria. Non si può asse-gnare con precisione quali sarebbero iprimi a cambiare d’ occupazione. Un la-voro più perfetto, una maggior cura nelle
Macchila.
particolarità faranno sì che un fabbricatorepotrà guadagnare più di qualche altro. Ese non vi sieno tali vantaggi, con un ca-pitale maggiore un fabbricatore si metteràin grado di sostenere la concorrenza piùlungamente, anche con perdita, nella spe-ranza di eliminare dallo smercio i piccolicapitolisi, e rimborsarsi allora con unprezzo più alto di vendita. Tuttavia èmeglio pegli uni e pegli altri che questalotta commerciale non duri molto tempo.
A conferma dei ragionamenti varrannoparecchi esempli che addurremo toglien-doli dall’ opera : Sulle macchine e lororisutlamenli attribuita a Lord Brougham .
Primo passo a riconciliare i nemici dellemacchine è certo la diffusione dei lumi,ed a ciò prestasi particolarmente la stampa,che pure altro non è se non l’effetto d’unamacchina. I copisti avranno alzato lamentocontro questa invenzione, come ora fanno itessitori contro i telai meccanici, pure quan-ta maggior copia di genti non viene ora oc-cupata per la stampa ? Per un libro mano-scritto che allora vendevasi è calcolo assaimoderato il dire che se ne vendono oggimille di stampati. Se ora a Londra i copistidistruggessero le tipografie centomila ope-rai perderebbero il pane, ed appena 200copisti troverebbero di che campare in lorvece. Un libro che copiato costerebbe48 franchi, nè si potrebbe diffonderenemmeno per ombra con la rapidità at-tuale, invece, grazie alla stampa, ne costadue soli, e mercè il torchio meccanicoe la macchina da far la carta si può darein esso un sesto di più di materia. Leincisioni sull’acciaio dovevano rovinare gliintagliatori, poiché in luogo di mille copieche davano i rami, ne possono dar venti-mila » invece le stampe si ridussero a mi-nor prezzo, e gli artisti ebbero un nuovoramo di lavoro.
Nè le macchine agrarie furono rispar-miate dai malcontenti ; non riflettendo