Sio Mùcchi**.
Le generali avvertenze relative alla co-Jstruzione delle macchine variano pure se-condo lo scopo di esse. Così può mirarsinel farne 1’ applicazione a comunicare l’a-zione del motore al primo organo dellemacchine che eseguiscono il lavoro, oppu-!re a produrre questo lavoro medesimo.Così, per esempio, nelle filature una ruota idraulica od una macchina a vaporepone in moto ingranaggi ed alberi oriz-zontali sui quali sono le carrucole, che me-diante coregge, conducono i cardi e lealtre macchine che agiscono immediata-mente sulla lana o sul cotone. Di qui neviene una distinzione molto importante •,le prime di queste macchine, vale a direla ruota idraulica o la macchina a vapore,gli alberi orizzontali ed altri organi di
trasmissione, che hanno per oggetto sol-tanto di scompartire la forza fra le variemacchine che fanno il lavoro, avrannoraggiunto il massimo grado di perfezionese uniscono ad una costruzione solida edeconomica il vantaggio di comunicare laforza con la minor perdita possibile. Quin-Ìdi le loro proporzioni avranno ad essereregolate secondo le leggi dell’ equilibrio edel moto, vale a dire della meccanica ra-zionale. Per istabilirle convenientementeoccorreranno calcoli, dei quali troppo spes-so tien luogo una cieca pratica, e la cuiomissione cagiona per lo meno la perditadi grandi vantaggi, se pure non rendedannosa una speculazione che meglio di-retta avrebbe dato dell’ utile.
Le macchine che eseguiscono il lavoroinvece, avendo per iscopo principale questo lavoro medesimo, devono tutto sagrifi-care per la buona riuscita di esso, ed il co-struttore non dovrà esitare a sagrificareanche una parte della forza per raggiugnere questo scopo. In tal caso i calcoli dellateoria saranno meno generalmente appli-cabili che nel primo, riuscendo invece assaiutili 1’ esperienza del lavoro e dell’ effetto
Macchi**
delle macchine. È per questa ragione chevedonsi alcuni meccanici cui senio pres-soché estranei i metodi scientifici, nonessere per questo meno abili nella lorospecialità, quando questa si riferiste a mac-chine che eseguiscono una data operazio-ne. Quantunque però, con una confusioned’idee che si fa molto frequentemente,traggasi da questo fatto argomento con-tro la utilità delle teorie nella meccani-ca, non per ciò è meno vero che iltrascurare gli aiuti del calcolo quandotrattasi di motori e di organi destinati al-la trasmissione delle forze, cagiona unaperdita notabile di esse, e può altresì con-durre a rovinose intraprese. Quelli che sidanno all’ industria debbono quindi averepresenti le distinzioni che abbiamo stabi-
lite, e persuadersi che la formazione delleloro officine reclama la divisione del la-voro ed il concorso di varii studii diversi,quanto le operazioni che vi si hanno adeseguire.
Ai giorni nostri la economia delle mac-chine fece immensi progressi, essendosi po-ste in opera con più discernimento e van-taggio la forza delle cadute d’acqua, quelladel vapore e tutti gli agenti chimici e fisici.Numerose scoperte e perfezionamenti mu-tarono faccia a tutte le industrie e feceroobbliare sì rapidamente gli antichi metodiche quegli stabilimenti che rimasero sta-zionarli da 2 5 a 5o anni sembrano, quantoalle loro interne disposizioni, risalire inaddietro di uno a due secoli. Le fonderierecarono eccellenti modificazioni ai lorometodi, ponendo a disposizione dei mec-canici una materia atta a prendere qual-siasi forma, ed a lavorarsi con facilità, scio-gliendoli dall’ obbligo in cui erano i loropredecessori di scegliere fra il ferro ed illegno per la esecuzione di molte parti lequali divenivano eccessivamente care fa-cendole di ferro battuto o non bene cor-rispondevano all’ uso se, per economia,