31 1 Macchina
Io stantuffo si innalza, producesi una rare-fazione, fino a che, oltrepassando il luogoove è il foro, questo permette all’aria ester-na di precipitarsi nel cilindro. Allora lostantuffo abbassandosi chiude questo foro,e l’aria che trovasi rinserrata non ha altrauscita che per la valvula b.
Dicemmo nel Dizionario , come, permaggior comodo, anche la macchina dicompressione si eseguisca con due trombeal pari di quella pneumatica. Aggiugnere-mo che spesso si costruisce la macchinapneumatica in guisa da poter servire, se-condo che si vuole, a fare il vuoto in unrecipiente od a comprimervi l’aria. In talcaso per altro è necessario od appagarsid’ una compressione assai limitata, comesarebbe di un’ atmosfera ad un’ atmosferae mezza, o di sostituire alla leva che muo-ve gli stantuffi, un sistema di ruote den-tate o di leve, mercè il quale la manopossa vincere una maggior resistenza, ofinalmente fare gli stantuffi e le trombe diun diametro molto minore, rendendosiallora assai più lenta e meno esatta laproduzione del vuoto. E inutile osservareche le macchine pneumatiche da applicarsia questo doppio effetto non possono es-sere con valvule negli stantuffi, ma hannoad avere tutte le valvule alla base, sicchéquelle di aspirazione comunichino con uncanale, e quelle di aspirazione con un altro,facendo comunicare, mediante rubinetti,1’ uno di essi con l’aria esterna e 1’ altrocol recipiente secondo che si vuol rarefa-re o condensar l’aria. Le macchine pneu-matiche, in cui robinetti tengono luogo divalvule, prestatisi agevolmente a dare que-sto doppio offizio. (V. Macchina pneu-matica).
L’ effetto delle macchine di compres-sione, comunque sieno desse costruite, nonè illimitato, essendovi in tutte un dato ef-fetto che non si può superare. Giugne infatti il momento in cui 1" aria delle trombe
può capire nello spazio che lasciano glistantuffi interamente abbassati senza acqui-stare forza bastante a vincere la pressioneinterna del recipiente in cui si vuole intro-durla ed aprire la valvula che a quelloconduce. Questo limite dipende dalla rela-zione che vi ha fra lo spazio rimasto sottoallo stantuffo quando è al punto piùbasso della sua corsa, e quando è al puntopiù alto.
(G.**M.)
Macchina elettrica. Agli articoli Elet-tricità nel Dizionario (T. V, pag. 3 1 3),ed in questo Supplemento ( T. VII,pag. 2 ao ), abbiamo veduto come tuttoradistinguasi la elettricità per attrito dalle al-tre specie, poiché, quantunque sembrinotutte della stessa natura, pure presentanoalcune differenze nella forza almeno se nonnella quantità dei fenomeni. Ivi per tanto,oltre al ragionare delle proprietà di questaelettricità per attrito, descrivemmo altresìquella macchina che serviva ad eccitarla, espiegammo il modo di agire di essa, se-condo i due sistemi di una sola elettricitàin eccesso, o mancante, o, eome dicesi, po-sitiva o negativa \ o, secondo l’altro delledue elettricità che si distinguono coi nomidi vitrea e resinosa. In questo articolo ènostra intenzione soltanto dare a conoscerealcune altre specie di macchine elettriche,e specialmente di quelle che danno le dueelettricità separatamente o cumulativamen-te. Da ultimo faremo conoscere una macchi-m^affatto di nuova specie in cui la elettri-cità, anziché dall’ attrito di un globo, diun cilindro, di un disco o simili controguancialetti, deriva da un getto di vapore,di questo agente mirabile che, non con-tento di signoreggiare nelle officine, vuolprender sede oggidì anche nel gabinettodel fisico, estendendovi il suo irresistibiledominio.
La prima forma datasi alle macchineelettriche da Huuksbee che ne fu l’inven-