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forza una capacità dal vapore, questo traeseco 1’ aria che in quella si conteneva, edin capo ad un certo tempo la capacità èpiena di solo vapore. Se allora, chiosa ognicomunicazione con 1’ aria e con la sorgen-te del vapore, si condensa questo raffred-dandolo-, % la capacità rimane quasi vuota,restandovi solo poche gocce del liquido,e vapori che hanno la piccola tensioneproporzionata alla bassa temperatura delloambiente. Questo mezzo di fare il vuotoè imperfetto assai per la scienza, attesochéè difficile operare con sostanze i cui va-pori serbino poca tensione a bassa tempe-ratura, e farebbe duopo che i liquidi chesi vaporizzano fossero depurati prima dal-l’aria, senza di che questa sarebbe un altroostacolo alla formazione del vuoto. Tut-tavia questo mezzo è assai utile nellearti per fare un vuoto sufficiente a molteoperazioni di esse, e le macchine a va-pore a bassa pressione non agiscono chea guisa appunto di macchina pneumati-ca, ove il vuoto mantiensi per la.conden-sazione del vapore, e dove l’aria, od altrovapore che ne fa le veci, muove solo perciò lo stantuffo. Occorrendo di fare ilvuoto col vapore in una capacità à partein cui mai non entri il vapore medesimo,si può ricorrere ad una disposizione ana-loga a quella della macchina del Duprè,omettendo il tubo A B e facendo che ilrubinetto C comunichi ora con 1’ ariaatmosferica ed ora col recipiente I alter-nativamente. .
Le applicazioni della macchina pneu-matica nelle arti sono assai numerose, èper levare l’aria dai pori di alcune sostanzeacciò si lascino più facilmente penetraredai liquidi che vi si vogliono introdurre,come nell’ Imbianchimento, nella Tintura ,nella concia delle pelli e simili, o peracoelerare la Filtrazione , od anche persollecitare la evaporazione nelle Distilla-zioni , nella fabbricazione dogli Zuccheri,
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e nella preparazione artifiziale del Ghiac-iciò col metodo di Leslie. In questi casiperò, piuttostochè ad ottenere quegli ef-fetti massimi che si desiderano nei gabi-netti di fisica, si mira ad avere economia,sollecitudine e facilità, quindi si ricorreal Yapore o ad altri mezzi speciali che sipossono vedere indicati là dove parlasidelle varie arti che ne fanno uso.
(Lamé .— Pohili.et — FrancescoDuprè — G.**M.)
MACCHINE agrarie. Anche F agri-coltura, che noi riguardiamo solo comeuna, e forse la principale, delle varie artionde 1’ industria si occupa, può trarredall’ uso delle macchine vantaggi notabi-lissimi , non già creando la forza, inadando il modo di usare con più vantaggioquella che si possedè, o di sostituire unmotore più economico ad altro più di-spendioso. Questo impiego più vantaggio-so della forza, si ottiene mercè la combi-nazione delle quattro condizioni essenzialiseguenti.
i.“ I? economia della Jorza. Le forzeche si adoperano in agricoltura nel lavorodei campi sono date per lo più dai motorianimati, come 1’ uomo e le bestie da tiro.L’ uso di questa forza non essendo gra-tuito, come ben tutti sanno, interessa ditrarne il maggior profitto possibile. Le an-ticipazioni od altri sacjifizii che si haimo afare per ottenerla - si valutano pegli uominidietro le mercedi che loro si accordano,e le spese che si hanno a fare pel loromantenimento; pegli animali dietro le variespese dell’ interesse della somma spesa pelloro acquisto, del premio di assicurazioneper la loro vita, delle spese pei finimentiloro, per le cure del veterinario e di quel-lo che gli tiene in cura, pel fitto dellastalla, pel cibo e pel Ietto che loro deesifornire.
La forza dell’ uomo cagiona una spesache è circa i due terzi o la metà di quella