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che occorre porvtu buon cavallo di mezza-na statura ; ma essenilo quest’ ultimo capa-ce’di vincere in pari tempo, una resistenzasette volle almeno maggiore, si vede chela sostituzione delle bestie all’ uomo, nonsolamente permette* di far quei lavori cheper la debolezza di questo riuscivano im-praticabili, ma all resi procura considere-vole vantaggio all’ agricoltura pel minornumero di braccia che le occorrono e pelminor costo dei suoi lavori.
Non appagossi per altro l’agricolturadi questa semplice sostituzione della forzadegli animali a quella dell’ uomo, ma do-vette eziandio cercar di ottenere dai primiil maggior riletto-possibile, e di far sì checompensino cou una maggiore quantità dilavoro, o con operazioni di maggior prez-zo, le cure ed il cibo cbe loro si accorda.Per soddislàre queste condizioni alleva-ronsi gli animali esercitandoli'in'modo con-forme al servigio cbe devon prestare, fa-cendoli condurre da persone pratiche deiloro favori, finalmente dando a questimotori macchine ed utensili atti a porreutilmente a profitto la .somma dei lorosforzi. Quest’ ultima condizione, che è lasola onde qui dobbiamo occuparci, è benlungi dal vedersi adempiuta nella maggiorparte delle macchine agrarie in uso attual-mente, e per ricordarne un esempio no-tissimo basterà citare quegli aratri con car-reggiata costruiti così imperfettamente chein alcuni luoghi fa duopo attaccarvi 4 a 6animali e più per fare un lavoro che po-trebbesi eseguire facilmente, e con maggiorperfezione con due cavalli soltanto, me-diante un buon aratro semplice costruitosui migliori modelli, c*ome sono quelli diSmeli, di Roville e simili- Si vede adun-que che la forza necessaria per eseguireuno stesso lavoro con uguale perfezionepuò essere due, tre ed anche quattro voltemaggiore con un utensile imperfetto checon un altro costruito dietro i principii
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della meccanica, e secondo quelle condi-zioni che si riconobbero necessarie conI’ esperienza, e si vede quanto importiall’ amministratore di economizzare nellesue operazioni questa forza motrice chepaga assai cara, facendone 1’ uso più utilee giudizioso, mediante le macchine e gliutensili più perfetti.
2 ° La celerità dei lavori. Dappoichéun animale attaccato ad un utensile o aduin^maccbina conveniente eseguisce in paritempo assai maggiore lavoro, e questo di-viene meno dispendióso, era ben naturaledi far eseguire dagli animali questi lavoriquando divengono molto importanti perla grande estensione della superficie sullaquale hanno a farsi. Ciò invero si praticada un’ epoca remotissima per le arature epei trasporti dei prodotti ed è diètro allostesso principio che nei paesi dove 1’ agri-coltura è in progresso vedonsi sostituirela zappa a cavallo, i sarchiami, gli aratrida rincalzare e simili utensili, alla zappa,alla forca, al rastrello’ e simili, che, mossi abraccia di uomo, danno lavoro lento efaticoso.
Questa celerità, tanto pregevole negliagrarii lavori non dee però guadagnarsi aspese della perfezione di essi o Con inutileconsumo della forza motrice ; queste con-dizioni non si possono soddisfare che fa-cendo uso di utensili perfezionati che so-no i soli, i quali, indipendentemente dal-1’ abilità di quelli che gli dirigono, e dallacapacità degli animali di porli in nioto,consumino la minor quantità di forza edieno in pari tempo un maggior lavoroe ben fatto.
Gli utensili perfezionati giovano nonsolo par la pronta esecuzione dei lavorigiornalieri di un podere, ma altresì pel piùperfetto compimento della" massa dei la-vori annuali, permettendo di distribuirli inmodo più regolare ed uniforme. Un esem-pio ben conosciuto oggidì nella Francia