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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Macchine

proprio asse, tenendo alla estremità undisco di ottone diviso sulla circonferenza,e che è destinato a misurare le frazioni digiro che si fanno fare alla vite ; la madreè fissata ad un pezzo di legno o di metal-lo obbligato a muoversi in direzione pa-rafila all’ asse della vite, e cammina intutta la sua lunghezza in una scanalaturadi metallo, nella quale scorre più esatta-mente che sia possibile. Comprendasi chemettendo ih moto comunque la vite, lamadre che non può girare con essa avan-zerà in un senso o nell’ altro, secondo ilmoto doto alla vite., e camminerà di unpasso della vite per ogni giro, o di unafrazione di questo passo, per la frazionedi giro corrispondente. Mettesi uno deicapi della linea da dividersi sotto al bulinoche porta quel pezzo cui è attaccata lamadre, poi si fa girare la vite iu guisa dafar avanzare il bulino verso 1’ altro capodella linea da dividersi che rimane fissa,avendo cura di tener conto rigorosamentedei giri e frazione di giri fatti dalla vitequando il bulino è giunto all' altro capodella linea propostasi. Dividendo allora ilnumero trovatosi per quello delle divisionida farsi, si conosce di quanto converràfar girare la vite per segnare ciascuna di-visione. Questa macchina quale l’abbiamodescritta non dà sempre risultamenti dirigorosa esattezza ; ma perfezionossi inguisa da renderla precisa quanto occorreper le arti. Tutti i miglioramenti fattiviconsistono nel rendere più facili a nume-rarsi e meglio valutabili le frazioni di giro.

Non sempre però la divisione delle li-nee rette si fa col mezzo di macchine èspecialmente la fabbricazione delle misuredi lunghezza che consiste nel dividerelinee uguali in un numero costante di partiprodusse invenzioni speciali sulle quali fa-remo alcune parole. Allorché hanno aliirsi misure di un metro, di due decimetri,di tese, piedi o simili di legno, si coslrui-j

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sce prima con molta diligenza un punzonedi acciaio che tiene in rilievo tutte le divi-sioni che si vogliono segnare sulle misure.Dopo aver quindi tagliato questi delle di-mensioni convenienti se lo assoggetta adun torchio che tiene il punzone, e conleggera pressione si improntano sulle mi-sure le divisioni per renderli in appressovisibili, introducendovi un poco di nerodi avorio. Se la materia non è di tal na-tura da ricevere impronte con la pressione,adoperansi macchine da dividere specialiche segnano i punti delle divisioni me-diante un bulino. Oggi si fanno molte mi-sure di balena, ove le divisioni sono indi-cate da ballettine di ottone o di argento.Queste misure si fanno col mezzo di mac-chine analoghe alle precedenti, eccettochèinvece che bulini tengono punteruoli perforar la balena. Le misure di un metrosono in generale composte di dieci pezzi,ciascuno lungo un decimetro, uniti insie-me mediante una bulletta ribadita con sot-toposto anello metallico, potendosi cosìripiegare i pezzi, gli uni sugli altri e ridur-re la misura di un metro alla lunghezzadi un decimetro, lo che diviene assai co-modo. I fori, pei quali i varii pezzi riuni-sconsi, sono fatti dalla macchina stessa.

All’articolo Dividere (Macchine da)come pure a quello Dentatura in questoSupplemento abbiamo a sufficienza de-scritto quelle macchine che servono a farele divisioni circolari, e notammo special-mente le avvertenze necessarie per otte-nervi quella grande esattezza che è disomma importanza in alcuni stromentimatematici.

(Tu. Guibai,.)

Macchine da forare. L’ operazione dilare un foro in qualsiasi materia si eseguisceo per incisione, come con la Stampa, o conla percussione, come nelle macchine da fora-re il lamierino, o con la pressione, come,a cagion d’ esempio, con un Punteruolo