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trito (lei liquidi serve a trasmettere unaparte della forza, clic è del resto di pocaimportanza in confronto a quella che vie-ne trasmessa direttamente.
Fecersi in seguito esperienze più ingrande su (presto motore idraulico me-diante pubblici condotti d’ acqua di Parigi posti perciò a disposizione del Culigny, esi riconobbe che, malgrado l’imperfezio-ne del modello, produceva un effettoutile uguale a quello delle buone ruoteidrauliche. Siccome era utile poter distin-guere i fenomeni durante ciascuna partedi un dato periodo, così crasi presa tuttala maggiore lunghezza possibile dei tubi dio,4rt di diametro; le dimensioni del gal-leggiante e del resto dell’ apparato eransidisposte conseguentemente, avuto riguardoalla caduta motrice, che era a termine me-dio di circa i,'"a6, ed alla parte rettilineadel tubo verticale. Frasi data una corsa abbastanza lunga al galleggiante per vincerefacilmente le piccole resistenze accidentali.Mentre smontatasi l’apparato, l’esperienzaprovò che i coefficienti delle resistenze pas-sive non aumentano sensibilmente con tubiassai meno lunghi, il che permette allateorica di fare applicazioni molto più varieche noh sarebbe stato prudente dapprima.Approfondando, per esempio, la base dellavaivula anulare si può introdurre altret-tanta acqua ed anche più che' non si erafatto, aumentando di molto il numero deiperiodi in un dato tempo, in guisa da ac-crescere il consumo d’acqua dell’apparatocou dimensioni minori. La parte immersapuò anche ridursi ad un semplice tuborettilineo spanto sotto certe leggi, sicché1’ apparato abbia una forma analoga allospillo del Venturi. Sapendosi che questispilli scaricano più acqua che non sembriindicare la caduta, avvi luogo di credereche, almeno in questo caso, potrà esserutile disporre la base della valvula anu-lare al di sotto del livello inferiore senza
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che 1’ apparato cessi di agire, essendovinullameno alcuni momenti in cui il tuboscaricherà più acqua che non possa venirneper la valvula stessa, supponendola anchemolto aperta. Allorquando la base dellavalvula non è a profondità uguale a quelladella caduta, e facile vedere che se la ca-duta diminuisce, 1’ apparato scaricherà adogni periodo tanto più acqua quanto mi-nore sarà la caduta, poiché sarà aumen-tata la durata di ogni scorrimento, unacaduta minore non potendo produrre nellostesso tempo di una più grande la velo-cità necessaria, perchè la colonna, dandopiù acqua che non ne viene dalla sorgente,la valvula si chiuda periodicamente, a quelmodo che si è spiegato dapprima. In gene-rale giova lare la maggior quantità di la-voro mediante il minor numero •possibiledi oscillazioni, per avere a vincere la minorsomma possibile di resistenze col galleg-giante più grande che aver si possa in unapparalo di date dimensioni, quando nonfosse che per aprire la valvula meno so-vente. Finalmente non occórre darsi pen-siero delle percussioni che potessero deri-vare dalla discesa della valvula sulla suabase o del suo contrappeso, tuttociò es-sendo perfettamente impedito dalla immer-sione delle superficie che vengono a col-pire il liquido dietro certe leggi, in mo-menti nei quali la forza viva che distrug-gono è di ninna conseguenza e non ser-virebbe che a disordinare il sistema.
Misurossi l’effetto di questo motoreidraulico, sollevando alternativamente al-1’altezza di un metro e mezzo l’ariete'diun battipalo o del peso di i o5 chilogram-mi, e la si trovò poco maggiore di un6o per o/o della forza impiegata. Seper altro invece di far produrre alla mac-china questa specie particolare di lavorovi si fosse applicata direttamente una resi-stenza da vincersi, come lo stantuffo di unatromba premente, sarebbersi risparmiati