Macchine
l'attrito di duo pulegge e la rigi-dezza della corda attaccata all’ ariete, lequali resistenze, misurale direttamente, tro-varunsi di circa — del peso dell’ariete,sicché per questo riguardo 1’ effetto giàascende ad un 66 per o./o ; 2 ° la forzanecessaria per sollevare il galleggiante piùalto del bisogno per afferrare 1’ ariete.Supponendo di circa la porzione dellacorsa perduta per tale motivo, 1’ effettoutile riducesi a circa un 70 per 0/0 ; 5 .°finalmente la valvola anulare essendo statadanneggiata per cause estranee all’ azionedell’apparato, perdeva circa dell’ acquamotrice. Se aggiugnesi a tutto ciò la forzanecessaria per istaccare 1’ ariete, che esigeil colpo «li un corpo solido contro unaltro, il quale sarebbesi risparmiato, im-piegando la forza ottenuta a muovere ap-parati di altro genere, come trombe, man-tici o simili, si trova che P effetto utile deein in generale oltrepassare un 90 per 0/0.Non si sa però ancora se il suo mo-vimento oscillatorio possa cangiarsi in mo-vimento circolare con sufficiente vantaggioper istare al pari delle ruote idrauliche.Del resto fu per la prima volta in questaesperienza che 1’ apparato provossi unpo’ in grande, e si conobbe cori la praticaessere suscettibile di parecchii migliora-menti. Quanto alla maniera di condili'1’ acqua sotto la valvola anulare, il mi-glior metodo per procurarsi la più grandeseziono di questo liquido, combinandolasecondo i principii della doppia contrazio-ne con la direzione inclinata più vantag-giosa per la vena liquida, sembra consi-stere nel circondare semplicemente di unimbuto la base della valvula anulare de-scritta in addietro.
Imaginò il Caligny altra macchina ana-loga alla precedente, ma di effetto oppo-sto del lutto, vale a dire una specie ditromba senza stantuffo, ma formata diun galleggiante mosso da una caduta di
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acqua o da un motore qualunque, e chesi immerga ed esca periodicamente dall'a-cqua. Si imagini un sifone rovescio a brac-cia di inugual diametro, uno dei qualiabbia all’ intorno la valvula anulare ad-dietro indicata od una corona di varievalvule, se la sua grandezza lo esige. Seuna colonna liquida si fa oscillare in qual-siasi modo in questo sifone, nel momentoin cui la superficie di essa sarà discesa aldisotto della valvula anulare e del galleg-giante nel braccio cui è questa adattala, sicomprende che una parte dell’acqua ester-na potrà venire ad appoggiarsi su questasuperficie, entrando pici passaggio aper-togli della valvula. Al momento in cuila superficie anzidetta risalirà per effettodelle leggi della oscillazione, questa acquasi solleverà e chiudendosi la valvula anu-lare uscirà per la cima di questo bracciodel sifone dando 1’ effetto utile della mac-china. Quando si vorrà innalzare 1 ’ acquaa piccolissime altezze, relativamente allacorsa nell’ altro braccio, converrà allarga-re quello di scarico, c si dovrà, all’ oppo-sto, ristringerlo quando si dovrà portarl’acqua ad altezze molto maggiori.
Si è veduto in addietro come si possafar oscillare mediante la forza di una cadutadi acqua una colonna liquida di gran dia-metro. Suggerisce il Caligny un modo diprodurre lo stesso effetto col mezzo di ungalleggiante, il quale invece di ricevere etrasmettere la forza, come nel caso prece-dente, dee riguardarsi come un agenteestraneo al sistema. Si comprende che ungalleggiante alternativamente immerso clevato da una colonna liquida, per effettodi una forza estranea, produce effetto ana-logo a quello di una massa di acqua pe-riodicamente somministrata da una sor-gente e ritirata subito dopo la sua azione,come nella macchina a galleggiante moto-re. Questo galleggiante può invece esseremosso dalla forza del vapore, da quella