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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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5 a Mercato

ciò è meno dovere di notarlo ogni qual-volta 1’ occasione se ne presenta.

(Babbagf. — G.**M.)

MERCAPTAN . V. Idrosolfato diidrogeno carbonato ,

MERCATALE. Luogo dove si tienemercato.

(Alberti.)

MERCATANTE , MERCATANZIA.V. Mercante , Mercanzia.

MERCATO. Gli economisti diederoquesto nome a qualsiasi luogo ove si pos-sano smerciare que’ prodotti onde si vuoleprivarsi ; propriamente parlando in que-sto senso è la estensione materiale del ter-reno sul quale trovansi i consumatori diquesti prodotti. Nel significato generale diquesta parola, un mercato è tanto piùesteso quanto più grandi, più facili e piùmoltiplicati vi sono i mezzi di vendita.Cosi un paese ricco e molto popolato pre-senta per tutti quei prodotti che vi si pos-sono vendere un mercato più esteso cheun paese povero e spopolato, e le grandicittà presentano dovunque un mercatoconsiderevole per la vendita dei prodottidelle campagne. La estensione del mercato,sul quale si possono vendere le derrate,aumentasi pure procurando mezzi di tra-sporto facili ed economici, mercè i qualisi possono spedire più lontane le derratedelle campagne. All’ opposto tendono aristringere la estensione del mercato lecattive strade, le misure fiscali onerose, icattivi veicoli, la ignoranza dei bisogni del-le popolazioni e dei prezzi che corrononei dintorni, la indolenza del maggior nu-mero dei coltivatori, la apatia delle popo-lazioni.

Un’ altra circostanza che concorre adaccrescere o diminuire la estensione di unmercato si è il peso delle derrate in pro-porzione al loro valore commerciale. Unamercanzia preziosa o di alto valore, peresempio, qualunque siane il peso, potrà

Mercato

venir trasportata a grande distanza, poichéle spese di trasporto non saranno mai cheuna piccola frazione del valore di esse, cheper questa causa non aumenterà quindigran fatto. La cosa è ben diversa per lamaggior parte dei prodotti delle campagne.Non è possibile trasportarle a grande di-stanza senza accrescerne il prezzo nota-bilmente, quando non si ricorra ai mezzipiù economici, come la navigazione permare o sui canali o le strade di ferro ; illoro mercato è sempre quindi limitato amotivo della difficoltà o del costo dei tra-sporti.

In senso più limitato e più proprio siindica col nome di mercato un luogo pub-blico dove si accorre da tutti i luoghi vi-cini per vendere le proprie derrate o com-perar quelle onde si ha di bisogno. Al-1’ articolo Fiera in questo Supplimento siè veduto quanto meno vantaggiose sieuodesse al confronto.

Prima di farci a parlare della utilità deimercati, considerata specialmente pegliagricoltori cui certo prestano i maggioriservigi, daremo qui una breve storia deilocali più importanti a conoscersi tra quelliloro destinati dagli antichi e dai moderni.

Col nome di foro gli scrittori chiamanole piazze pubbliche, nelle quali in Roma si tenevano i diversi mercati per provve-dere ai bisogni degli abitanti di quell’ im-mensa metropoli; quelle in cui il popoloconveniva pei pubblici affari ; quelle cheerano destinate per l’amministrazione dellagiustizia e pegli affari privati ; finalmenteebbero il nome di foro intere città sog-gette all’ impero Romano, nelle quali sitenevano fiere, e tali erano il Foro Li-vio, il Foro Giulio ed altri. Siccome ungrande numero di trafficanti soleva con-correre a quelle fiere, così venne in ac-concio di edificare molte case e fondachiper la comodità del pubblico, ed appressoquei luoghi medesimi si ampliarono, si